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		<title>Omaggio a sandro Gindro</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 11:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività formative]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sandro Gindro, torinese, è stato psicoanalista, compositore e autore di teatro. Laureatosi in filosofia con Nicola Abbagnano, ha completato la formazione psicoanalitica all’interno del pensiero freudiano. Trasferitosi a Roma, ha elaborato una metapsicologia e ha fondato una propria scuola di psicoanalisi, il centro Psicoanalisi Contro e l’omonima rivista di psicoanalisi, cultura ed arte.
È stato presidente [...]]]></description>
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<p><img class="aligncenter size-full wp-image-364" title="Omaggio a Sandro Gindro" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2012/06/Omaggio-a-Sandro-Gindro1.png" alt="Omaggio a Sandro Gindro" width="410" height="619" /><span id="more-47"></span>Sandro Gindro, torinese, è stato psicoanalista, compositore e autore di teatro. Laureatosi in filosofia con Nicola Abbagnano, ha completato la formazione psicoanalitica all’interno del pensiero freudiano. Trasferitosi a Roma, ha elaborato una metapsicologia e ha fondato una propria scuola di psicoanalisi, il centro Psicoanalisi Contro e l’omonima rivista di psicoanalisi, cultura ed arte.</p>
<p>È stato presidente dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali (IPRS), per il quale ha coordinato e diretto numerose ricerche. E’ stato docente di “Psicoanalisi della gestazione” alle Università di Roma (La Sapienza) e Perugia e vice presidente dell’IFOS (Istituto per la Formazione e la Ricerca Socio-Sanitaria) dell’Università del Sannio.</p>
<p>All’attività scientifica e clinica, documentata dai numerosi articoli, saggi e libri, Sandro Gindro ha affiancato quella, non meno importante, di artista. La sua musica è stata eseguita dalla RAI ed, in concerto, in Italia, Europa e America. È stato fondatore e Direttore degli Incontri di Musica Sacra Contemporanea e Presidente dell’Associazione Romana di Musica Sacra e Religiosa (A.R.Mu.S.eR). Come musicologo, ha svolto un esteso e approfondito lavoro di ricerca sulla musica popolare piemontese. I suoi testi teatrali, per i quali ha sempre composto anche le musiche di scena, sono stati rappresentati in varie città d’Italia e all’estero.</p>
<p>Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato a Roma e Parigi. Si è spento nella sua casa di campagna a Sacrofano il 24 maggio 2002.</p>
<p>“Io sono uno psicoanalista eretico: credo nel corpo, nel linguaggio del sesso. Io credo nella politicità del desiderio, vissuto e comunicato.<br />
Io credo che la normalità sia il male e la follia sia il peggio. Io credo che il diritto di essere “diverso” sia anche il diritto di essere “uguale”.</p>
<p>Io non sono matto.”</p>
<p>(S. Gindro, La follia. Psicoanalisi Contro,1979)</p>
<p align="center"><em> </em></p>
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		<title>Schede librarie e recensioni</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 07:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività formative]]></category>

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		<description><![CDATA[

“Solo l&#8217;amare, solo il conoscere
conta, non l&#8217;aver amato,
non l&#8217;aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. L&#8217;anima non cresce più.”
(Il pianto della scavatrice, dalla raccolta Le ceneri di Gramsci, Pier Paolo Pasolini, 1957)
In una disinvolta lettura psicoanalitica, potremmo immaginare “l’angoscia del vivere di un consumato amore”  quale trasposizione in termini poetici della coazione a ripetere: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" src="http://www.magiedizioni.com/immagini/cover-DIALOGO-INCONSCIO_ok.jpg" alt="" width="268" height="424" /></p>
<p align="center">
<p>“Solo l&#8217;amare, solo il conoscere</p>
<p>conta, non l&#8217;aver amato,</p>
<p>non l&#8217;aver conosciuto. Dà angoscia</p>
<p>il vivere di un consumato</p>
<p>amore. L&#8217;anima non cresce più.”</p>
<p>(Il pianto della scavatrice, dalla raccolta Le ceneri di Gramsci, Pier Paolo Pasolini, 1957)<span id="more-248"></span></p>
<p>In una disinvolta lettura psicoanalitica, potremmo immaginare “l’angoscia del vivere di un consumato amore”  quale trasposizione in termini poetici della coazione a ripetere: riproporre insistentemente le immagini di un passato idealizzato, i cui chiaroscuri rinnovino la sofferenza. L’inclinazione umana – quale appare nel tessuto della società contemporanea, ordito da un modello consumistico – tende a dimenticare rapidamente il passato, consumato tout court, ritenendolo esaurito e più non attivo sul presente se non quale motivo di recriminazione  erigendo, in questo modo, una prigione di inconsapevolezza.</p>
<p>Nella teoria psicologica di Carl Gustav Jung il passato e il presente sono perennemente fusi e confusi: l’aver amato e l’amare – separati dal poeta – divengono una cosa sola nella produzione continua di fantasie inconsce, interpretate e rese attuali dall&#8217;Io come simboli di nuove realizzazioni psichiche. Il carattere aperto della psiche si manifesta nella riproposizione del passato, che non risulta, però, ancorato all’inarrestabile identica ripetizione.</p>
<p>Per Jung, l’aver amato (passato) e l’amare (presente) costituiscono insieme un contenuto originario dell’inconscio “collettivo”; mentre la coscienza individuale, che li differenzia, non è che una manifestazione di quello. Il motore del divenire è la Libido, una specie di fluido che, riempiendo l’inconscio collettivo come un percorso di vasi comunicanti, permea ogni manifestazione umana sessualità inclusa, ma si diversifica nei singoli individui attraverso semplici trasformazioni simboliche. Questa base psicologico-metafisica è il punto di partenza della rilettura proposta dai cinque autori, che provano ad attualizzare alcuni temi del pensiero Junghiano.</p>
<p>In “Simboli della trascendenza”, de Luca Comandini riprende l’idea di annullamento degli opposti: passato e presente, inconscio e conscio non possiedono un significato proprio o assoluto né si definiscono attraverso la reciproca contrapposizione; essi sono un’espressione dell’Io cosciente. La ricchezza psichica complessiva risiede, secondo l’autore, nell’inconscio individuale e collettivo: essa andrà persa qualora non venga messo in discussione  il ruolo dell’Io cosciente a favore di un’espressione che tenga conto degli opposti livelli psichici. Lo stesso autore, riteniamo in un eccesso di confidenza, sintetizza la differenza tra le teorie Freudiana e Junghiana come semplice scelta del mito fondante: Sigmund scelse Edipo Re; Carl Gustav, Eros e Psiche; spinti entrambi – se è lecito dire – da vicende personali. Il mito edipico, o “della presa di coscienza”, rafforza l’idea dell’Io (“…là dov’è l’Es dovrà essere l’Io”, <em>L’Io e l’Es</em>, S. Freud, 1923); il mito “psico-erotico” enfatizza invece le trasformazioni della libido “motivo fondante del sentimento della relazione, a livello interpersonale, sociale e politico” (pag. 62) attraverso una sorta di mistica panteista.</p>
<p>Giulia Valerio (Jung e i misteri dell’amore) cita le meditazioni sull’amore, la cui funzione sarebbe ricongiungere gli opposti (Animus e Anima; maschile e femminile). Il mistero dell’amore, in questa visione del mondo, va collocato e risolto là dove esso sorge, cioè nella psiche del singolo individuo. La Valerio ritiene che per Jung l’innamoramento costituisca la vera creazione del mondo, nel suo contenuto sociale, che si compie quando l’uomo trova nella donna l’immagine archetipica che egli porta dentro (non è specificato se valga un principio analogo per la donna). In base a quell’impulso profondo l’Io a rompe i propri confini e si spoglia di certezze ed onnipotenze: è la spinta del Sé a realizzarsi. È lecito avanzare qualche perplessità sulla completezza della teoria amorosa espressa dall’autrice – che, ad esempio, non prevede la possibilità dell’amore omosessuale se non come risultato di un complicatissimo gioco di specchi – nelle argomentazioni della quale notiamo anche una sorta di bisticcio tra Io cosciente ed inconscio: l’amore sorge dall’inconscio e tende ad annullare l’Io cosciente mentre questo percepisce il medesimo sentimento come espressione del proprio desiderio e della propria volontà. Conseguentemente l’Io cosciente si annullerebbe nel momento della massima consapevolezza. Spiega, comunque, la Valerio che l’inconscio spinge l’Io cosciente al ricongiungimento (con l’inconscio? con l’Altro?), ma questi fugge per non rinunciare alla propria individualità, offrendo una prospettiva ribaltata rispetto al mito di Eros e Psiche. Ci sembrano abbastanza deludenti anche altre riflessioni quali: “Tutte le funzioni anche quelle ritenute femminili hanno pari valore” (pag. 90); oppure “ Un comportamento razionale non ha mai sedotto il cuore di una donna” (pag. 91); che, proponendo un’evidenza pratica, sembrano limitare la ricerca ad un superficiale buon senso comune.</p>
<p>Il saggio “Jung tra civiltà dell’immagine e cultura dell’immagine”, di Claudio Widmann, si apre sottolineando come, nella psiche collettiva, il richiamo dell’immagine e la forza della rappresentazione siano una realtà ampiamente documentata; si potrebbe affermare, quindi, che l’attuale cultura dell’immagine non sia altro se non una manifestazione della psiche collettiva, però incontrollata e fuorviante perché “Il potere numinoso dell’immagine alimenta la sua strisciante dittatura, dove la visibilità è una priorità, il presenzialismo uno strumento, l’autocelebrazione una degenerazione narcisistica”(pag. 22). La dottrina dell’immagine di Jung si inquadra nella prospettiva dell’interazione “essenziale ed esistenziale” fra empirico ed archetipico, fra inconscio e coscienza. L’immagine è realtà psichica, la produzione immaginativa è psiche in divenire e le immagini dell’inconscio godono di pari realtà delle percezioni dell’Io. In ultima analisi la cultura dell’immagine costituirebbe la dimostrazione “a posteriori” delle teorie junghiane.</p>
<p>Luca Ribola, in “Entanglement” (groviglio), associa fisica e psicoanalisi nello studio dei legami di simultaneità tra coscienza ed inconscio. Egli sostiene la visione junghiana della nostalgia di una realtà primigenia (ancestrale o perinatale) in cui esista sincronicità (cioè sovrapposizione) tra conscio ed inconscio: i due stati in cui si manifesta la psiche sono collegati e coordinati tra loro dalla “conseintanietà”, cioè dalla comunanza di senso che “li contiene e forse li genera”.</p>
<p>Nell’ultimo saggio, “Dalla roccia all’acqua”, Robert Mercurio propone un elenco di ottimi consigli terapeutici, il primo dei quali è evitare l’identificazione del paziente con il disturbo che manifesta, poiché quest’ultimo tende a nascondere la vera natura della persona. Consonante con Jung, Mercurio afferma che bisogna avere rispetto per le genuine esperienze del numinoso che avvengono all’interno dell’individuo e per proteggere e valorizzare il mistero che si manifesta nella psiche. Lo sviluppo della personalità e lo stesso processo di individuazione altro non sarebbero che il dispiegarsi del mito (archetipo) in cui ogni individuo vive. Obiettivo finale della psicoanalisi è fare in modo che la coscienza riflessiva colga e rimandi all’inconscio le difficoltà che incontra nella vita, per poi mettersi in un atteggiamento di ascolto davanti all’inconscio (pag. 81).</p>
<p>Concludiamo segnalando il disorientamento suscitato dalle accelerazioni teoriche degli autori: data per certa la conoscenza delle teorie junghiane, lasciano all’intuito del lettore la giustificazione delle proprie affermazioni.</p>
<p>Il libro è pubblicato da Edizioni Magi, al prezzo di 16.00 €.</p>
<p>Pietro De Santis</p>
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		<title>Storia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 17:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[Psicoanalisi Contro è un’Associazione Culturale il cui fine è promuovere la psicoteterapia e la cultura psicoanalitiche; è anche una Casa Editrice, una Rivista periodica ed una scuola di Psicoanalisi Gindriana. Di seguito viene presentata con l&#8217;articolo edito dal 2001 nel sito web www.sandrogindro.it.
Il nome “Psicoanalisi Contro” apparve per la prima volta il 4 aprile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_200" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-200" title="taglio7" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/07/taglio7-300x221.jpg" alt="Sandro Gindro e Renzo Rossi (1971)" width="300" height="221" /><p class="wp-caption-text">Sandro Gindro e Renzo Rossi (1971)</p></div>
<p>Psicoanalisi Contro è un’Associazione Culturale il cui fine è promuovere la psicoteterapia e la cultura psicoanalitiche; è anche una Casa Editrice, una Rivista periodica ed una scuola di Psicoanalisi Gindriana. Di seguito viene presentata con l&#8217;articolo edito dal 2001 nel sito web www.sandrogindro.it.</p>
<p>Il nome “Psicoanalisi Contro” apparve per la prima volta il 4 aprile del 1976 sulle pagine di un quotidiano gauchista dell’epoca: Il quotidiano dei lavoratori. Era il periodo in cui gli studenti, le femministe e, più in generale, quella variegata galassia di gruppi giovanili contestatori chiamata il “movimento”, stava riscoprendo, come si diceva allora, il “privato”, cioè l’insieme di temi e problemi più concernenti l’esperienza umana ed esistenziale che quella politica e civile. In questo clima, la psicoanalisi era diventata “di moda”: dal lacanismo appena importato in Italia, alla psicoanalisi femminista, alla riscoperta del pensiero psicoanalitico in chiave antistituzionale, mentre le stesse società psicoanalitiche “tradizionali” erano attraversate da divisioni e fermenti di ogni tipo.</p>
<p>Alla attività scientifica e clinica, documentata dai numerosi articoli, saggi e libri pubblicati, Sandro Gindro ha affiancato quella, non meno importante, di artista. La sua musica è stata eseguita dalla RAI ed, in concerto, in Italia, Europa e America. E’ stato fondatore e Direttore degli Incontri di Musica Sacra Contemporanea e Presidente dell’Associazione Romana di Musica Sacra e Religiosa (A.R.Mu.S.eR). Come musicologo, ha svolto un esteso e approfondito lavoro di ricerca sulla musica popolare piemontese. I suoi testi teatrali, per i quali ha sempre composto anche le musiche di scena, sono stati rappresentati in varie città d’Italia e all’estero. Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato a Roma e Parigi. Si è spento nella sua casa di campagna a Sacrofano il 24 maggio 2002.</p>
<p>Sandro Gindro, giunto da qualche anno a Roma, dopo un’esperienza di lavoro con Paolo Perrotti e il Centro di Studi di Psicoanalisi “Il Quadrangolo”, se ne era allontanato e aveva raccolto attorno a sé un discreto numero di giovani, per lo più studenti o neolaureati in medicina, con i quali aveva iniziato un autonomo percorso di riflessione. Accadde così che questo gruppo del tutto informale fosse coinvolto in un dibattito sul ruolo della psicoanalisi nel “movimento” ospitato per l’appunto da Il quotidiano dei lavoratori. Come firmare però la lettera-articolo? Il nome Psicoanalisi Contro venne fuori quasi per caso e piacque subito, per quel suo essere, certo, in sintonia con lo spirito del tempo, ma anche, in fondo e contemporaneamente, per contestarlo. “Contro che cosa?” fu subito la domanda “tormentone” e, tra le tante possibili risposte, quella che diede più fastidio fu: “anche contro le tante banalità del politically correct” che allora, come oggi, ci affliggono.<br />
Nel 1976 Sandro Gindro divenne presidente del Gruppo Romano Studi Terapie Musicali e dell’Associazione Italiana Studi di Musicoterapia. Per questo suo ruolo si trovò a coordinare le attività terapeutiche di musicoterapia che si svolgevano nel Padiglione XIX dell’Ospedale Psichiatrico “S.Maria della Pietà” di Roma. Insieme a lui i suoi giovani allievi si ritrovarono così coinvolti in una prima esperienza clinica che durò circa un anno. Nel 1977, alle soglie dell’approvazione della legge 180 che avrebbe decretato la chiusura, perlomeno formale, degli ospedali psichiatrici in Italia, la direzione del S.Maria della Pietà decise di interrompere l’esperienza del Padiglione 19. Ne seguirono contestazioni di vario genere, sino all’occupazione fisica della struttura: fu allora che il nome Psicoanalisi Contro ebbe anche una sua prima notorietà giornalistica. Le proteste furono comunque vane: l’avvento della riforma psichiatrica cambiò talmente il contesto generale da rendere anche inutile una permanenza nell’ospedale. Psicoanalisi Contro, che era ormai un gruppo di lavoro consolidato, composto da Sandro Gindro ed una ventina di giovani medici e psicologi, si trovò dinanzi al problema se ritornare ad essere un cenacolo di amici che si riuniva per studiare e discutere, o se proseguire nella “vita pubblica”: la scelta fu, ovviamente, la seconda, e nel 1978 si costituì anche legalmente l’ Associazione Culturale Psicoanalisi Contro.</p>
<p>Nell’autunno del 1978, nelle sale di un locale di Trastevere allora in voga, “Il Murales”, iniziò un’esperienza che si sarebbe poi protratta per molti anni, quella dei seminari pubblici di Sandro Gindro. Il seminario di quell’anno, dal titolo provocatorio “Perversione e rivoluzione”, fu in effetti il primo momento in cui Psicoanalisi Contro cercò di disegnare un proprio profilo scientifico e teorico attraverso un confronto con la tradizione psicoanalitica. Nel 1979 l’iniziativa si ripeté con un nuovo seminario dal titolo “Il sogno nella psicoanalisi, il sogno della psicoanalisi”, il pubblico era però così aumentato da obbligare a pensare ad una diversa sistemazione. Così nel 1980, e sino al 1984, i seminari di Gindro, sempre a cadenza settimanale, si trasferirono nella struttura ben più ampia de “Il Convento Occupato”, un antico convento al centro di Roma che rappresentava all’epoca, insieme alla Palazzina Liberty di Dario Fo a Milano, la versione “alta” di quello che saranno poi i centri sociali negli anni novanta: un complesso multifunzionale dove attività artistiche, culturali e politiche si intrecciavano variamente. I seminari di quegli anni terminarono di tracciare il percorso teorico di Sandro Gindro e di Psicoanalisi Contro: “La paura dell’Inconscio” (1980), “L’inganno della natura” (1981), “La diagnosi e la persona” (1982), “Lo specchio della cura” (1983), “Le piume dello psicoanalista” (1984). Fu un periodo di intenso lavoro scientifico – risale al 1983 “ A Tiresia”, il testo in cui Gindro definisce la sua metapsicologia e la differenzia da quelle delle altre scuole psicoanalitiche – e fu anche l’inizio del lavoro clinico. Sin dal 1979, infatti, Psicoanalisi Contro si era data una sede dove poter svolgere un’attività terapeutica, prima in via Piemonte, poi, dal 1980, in Piazza del Fante. Una decina di medici psichiatri e di psicologi avevano terminato la loro formazione psicoanalitica con Gindro ed iniziarono la professione di psicoterapeuta.</p>
<p>Nel 1979 aveva preso le mosse anche un’altra iniziativa che, in modo a volte un po’ irregolare, continuerà sino ad oggi: la rivista di Psicoanalisi Contro. La rivista, semestrale sino al 1984, raccoglieva i contributi teorici di Sandro Gindro e degli analisti della sua scuola e si caratterizzò sin da subito per la ricerca di collaborazione con artisti: Beppe Madaudo e Carlo Cattaneo, in questi primi anni. Nel 1984 la rivista cambiò formato e divenne mensile. Per 8 anni, sino al 1992, Psicoanalisi Contro mensile di psicoanalisi, cultura, ed arte fu un piccolo, ma importante, fenomeno della vita culturale italiana. Vi collaborarono tutti i più importanti artisti figurativi del nostro paese, da Attardi a Vespignani, da Clerici a Cremonini, con opere e disegni originali: un numero speciale fu anche illustrato da Federico Fellini. I Farfalloni (Sandro Gindro e Renzo Rossi) con le loro recensioni musicali, gastronomiche, letterarie, teatrali e, più in genere, artistiche si fecero presto conoscere e stimare nei più diversi ambienti. Dal 1985 al 1992, i due numeri speciali che la rivista dedicò ogni anno al Festival di Spoleto, I Farfalloni a Spoleto, divennero un appuntamento atteso con piacere, e qualche preoccupazione per eventuali stroncature, da artisti, musicisti, uomini di cultura e di spettacolo.</p>
<p>Nel frattempo la struttura di lavoro clinico e scientifico andava sempre più consolidandosi: sin dal 1980 iniziarono a tenersi nella sede di Psicoanalisi Contro gruppi di studio e seminari brevi guidati da psicoanalisti gindriani e, sempre da quella data, si strutturò la formazione di nuovi psicoterapeuti attraverso una scuola di perfezionamento in psicoterapia aperta a laureati o laureandi in psicologia o medicina. Nel 1985 i seminari pubblici di Sandro Gindro si spostarono dal Convento Occupato al centralissimo teatro “Eliseo”, divenendo nel contempo mensili. Iniziava così un nuovo ciclo della vita di Psicoanalisi Contro. Un periodo non più di definizione di un profilo, ma di consolidamento di un approccio culturale dalle caratteristiche nette e ben definite e di una pratica clinica ben basata e ormai ricca di esperienza. Nel 1988 la sede di Psicoanalisi Contro si trasferì nei più ampi locali di Via Arenula. Sono anni in cui si moltiplicano le iniziative anche esterne, i corsi presso distretti scolastici, aziende sanitarie, dipartimenti di salute mentale. I seminari dell’Eliseo tenuti da Sandro Gindro, con il patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, diventano uno degli appuntamenti culturali più importanti della capitale: “L’oro della psicoanalisi” (1985), “Dialoghi con l’inconscio” (1986), “Oltre la psicoanalisi” (1987), “Sulle rive dell’inconscio” (1988). Si aprono nuovi settori di interesse e di intervento: dal multiculturalismo alla bioetica. La nascita, nel 1987, dell’”Istituto Psicoanalitico per Le Ricerche Sociali” (IPRS) testimonia questo rapido sviluppo.</p>
<p>Gli anni novanta di Psicoanalisi Contro sono anni di trasformazione e maturazione. L’attività clinica, che prosegue ora, sempre sotto la supervisione di Sandro Gindro, nei locali della nuova sede di Passeggiata di Ripetta 11, nei pressi di Piazza del Popolo, rimane uno dei cardini della vita di Psicoanalisi Contro, ma ad essa si affiancano sempre più nuove iniziative. Nel 1992 la rivista diviene trimestrale cambiando formato, quindi, dal 1997, torna ad essere mensile, concentrandosi, però, sulle recensioni dei Farfalloni e ospitando in ogni numero anche un testo teorico di Sandro Gindro. L’organizzazione di meeting, conferenze, seminari, corsi di formazione si fa sempre più vasta, estesa a tutto il territorio nazionale, in collaborazione anche con vari istituti universitari, e si intreccia con le attività dell’ IPRS. Nel contempo l’attività editoriale si arricchisce della collaborazione con l’editore A.Guida di Napoli, per cui conto Sandro Gindro dirige la collana “L’inconscio sociale”, e con la CIC edizioni. Nel 1999 la casa editrice Psicoanalisi Contro pubblica il CD ROM conclusivo del progetto BRAIN ELSA, promosso dalla Commissione Europea, dedicato ai problemi etici, legali, e sociali della ricerca sul cervello e in neuroscienze, che è un po’ la premessa anche di questo passaggio di Psicoanalisi Contro da rivista cartacea a rivista “online”.</p>
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		<title>Statuto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[


Giuseppe Allamprese: Sandro Gindro



Art.1 E&#8217; costituita l&#8217;associazione culturale denominata &#8220;Psicoanalisi Contro &#8211; Compagnia Teatrale Sandro Gindro&#8221;.
Art.2 L&#8217;Associazione ha sede a Roma, in passeggiata di Ripetta n. 11; potrà aprire sedi secondarie ed operative in tutto il territorio nazionale e all&#8217;estero con delibera del Consiglio Direttivo.
Art.3 L&#8217;Associazione è apartitica e apolitica, con durata illimitata nel tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_192" class="wp-caption   aligncenter" style="width: 273px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-192" title="Allamprese16" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/08/Allamprese163-222x300.jpg" alt="Giuseppe Allamprese: Sandro Gindro" width="263" height="355" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giuseppe Allamprese: Sandro Gindro</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Art.1 E&#8217; costituita l&#8217;associazione culturale denominata &#8220;Psicoanalisi Contro &#8211; Compagnia Teatrale Sandro Gindro&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.2</span> L&#8217;Associazione ha sede a Roma, in passeggiata di Ripetta n. 11; potrà aprire sedi secondarie ed operative in tutto il territorio nazionale e all&#8217;estero con delibera del Consiglio Direttivo.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.3</span> L&#8217;Associazione è apartitica e apolitica, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma del Titolo II, Capo III, articolo 36 e seguenti del codice civile e, nel caso di ottenimento del riconoscimento da parte dell&#8217;autorità governativa, dalle disposizioni di cui al Titolo II, Capo II, articolo 14 e seguenti del codice civile, nonché dal presente statuto.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.4</span> L&#8217;Associazione &#8220;Psicoanalisi Contro &#8211; Compagnia Teatrale Sandro Gindro&#8221; è una associazione tra tutti coloro che hanno interesse per la Cultura Psicoanalitica e per i rapporti tra Psicoanalisi, Arte e Cultura. Inoltre si rivolge a tutti i fruitori di servizi di psicoanalisi, psicoanalisti ed operatori sociali che intendono agire all&#8217;interno della problematica psicoanalitica senza finalità di lucro.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.5</span> L&#8217;Associazione ha per scopo la difesa della salute psichica come bene sociale ed individuale attuata attraverso i seguenti tipi di intervento:</p>
<p style="text-align: left;">I &#8211; Coordinamento degli studi psicoanalitici;</p>
<p style="text-align: left;">II &#8211; Interventi di tipo sociale e scientifico che prevedono: a) la divulgazione dell&#8217;informazione alternativa sulla psicologia e sulla psicoanalisi; b) la collaborazione con le altre organizzazioni che ne proseguono (sia pure parzialmente) le attività;</p>
<p style="text-align: left;">III &#8211; Interventi culturali e didattici per la preparazione di personale psicoanalitico o di impostazione psicoanalitica e di esperti psicologi;</p>
<p style="text-align: left;">IV &#8211; Organizzazione di dibattiti, conferenze, pubblicazioni e ogni altro tipo di attività atta a promuovere la formazione di una coscienza psicoanalitica e psicologica alternativa finalizzata al miglioramento delle strutture psicoanalitiche esistenti, di tipo preventivo e curativo, ed alla creazione di strutture psicoanalitiche nuove ed alternative;</p>
<p style="text-align: left;">V &#8211; L&#8217;Associazione si avvarrà per l&#8217;espletamento dell&#8217;attività psicoanalitica di centri propri, ovvero esplicherà tale attività presso altre organizzazioni o singoli operatori, previi accordi e convenzioni che saranno stipulati di volta in volta.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.6</span> L&#8217;Associazione ha inoltre lo scopo di organizzare, allestire e gestire completamente in proprio, o con l&#8217;ausilio di strutture esterne, spettacoli teatrali, operistici o musicali, di qualsiasi tipo, da tenersi sia in Italia che all&#8217;estero. Per tale scopo l&#8217;Associazione potrà compiere tutti gli atti necessari alla realizzazione degli spettacoli tra cui, a mero titolo esemplificativo, affittare teatri o spazi idonei alle rappresentazioni; ingaggiare artisti ai fini della realizzazione degli spettacoli quali ad esempio: sceneggiatori, registi, scenografi, attori etc., nonché ingaggiare tecnici specializzati: acquistare e noleggiare beni e servizi, in generale necessari o comunque utili agli effetti dello svolgimento della attività teatrale.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.7</span> L&#8217;Associazione per il raggiungimento dei suoi fini intende promuovere varie attività ed in particolare:</p>
<p style="text-align: left;">attività culturali: convegni, conferenze, dibattiti, seminari, proiezione di film e documentari;</p>
<p style="text-align: left;">attività di formazione: organizzazione di un &#8220;centro studi&#8221; e corsi di aggiornamento teorici e pratici;</p>
<p style="text-align: left;">attività editoriale: pubblicazioni specifiche, pubblicazione di atti di convegni e di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute;</p>
<p style="text-align: left;">attività musicali: organizzazione di concerti, e organizzazione di un centro studi per l&#8217;approfondimento e la diffusione di temi a qualsiasi titolo inerenti la musica.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Attività clinica e colloqui orientativi</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/12/13/attivita-clinica/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 17:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[
I colloqui orientativi gratuiti e l’attività clinica dell’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro vengono garantiti dagli psicoterapeuti che ne fanno parte, a Roma e a Morrovalle (MC).
Possono essere richieste informazioni presso la segreteria di Roma:
Passeggiata di Ripetta 11, 00186 – tel. 0632652401 – fax 0632652433.
L’attività clinica è volta alla cura di adulti, bambini, adolescenti; viene praticata anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_162" class="wp-caption alignleft" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-162" title="Papageno interroga la Sfinge" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/11/1999-005sfinge.jpg" alt="Papageno interroga la Sfinge" width="450" height="267" /><p class="wp-caption-text">Alberto Giuseppini &quot;Papageno interroga la Sfinge&quot;</p></div>
<p>I <strong>colloqui orientativi gratuiti</strong> e l’<strong>attività clinica</strong> dell’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro vengono garantiti dagli psicoterapeuti che ne fanno parte, a Roma e a Morrovalle (MC).</p>
<p>Possono essere richieste informazioni presso la segreteria di Roma:</p>
<p><strong>Passeggiata di Ripetta 11, 00186 – tel. 0632652401 – fax 0632652433</strong>.</p>
<p>L’attività clinica è volta alla cura di adulti, bambini, adolescenti; viene praticata anche la terapia in coppia.</p>
<p>Vengono prese in carico le differenti forme di patologia, psicologiche e psichiatriche.</p>
<p>La pratica terapeutica consiste nella psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico che si avvale della teoria e della tecnica elaborate da Sandro Gindro, fondatore e teorico dell’Associazione.</p>
<p>Sebbene proporre un elenco delle patologie possa risultare ridondante, per amore di chiarezza è bene citare almeno le cause più significative di disagio – o statisticamente più ricorrenti – che sono oggetto di trattamento terapeutico:</p>
<ul>
<li>disturbi d’ansia: disturbo d’ansia generalizzato, disturbi di panico, fobie, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post traumatico da stress;</li>
<li>disturbi dell’umore: depressione, disturbo maniaco depressivo, disturbo bipolare, disturbo ciclotimico;</li>
<li>disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata;</li>
<li>disturbi somatoformi: disturbi di somatizzazione, ipocondria, disturbi di dismorfismo corporeo;</li>
<li>disturbi sessuali: disfunzioni sessuali, parafilie, disturbi dell&#8217;identità di genere e disturbi sessuali non altrimenti specificati;</li>
<li>disturbi da dipendenza: dipendenza da alcol, dipendenza da sostanze tossiche, dipendenza dal gioco d’azzardo e dal gioco elettronico;</li>
<li>disturbi psicologici correlati a patologie organiche;</li>
<li>disturbi correlati all’età dello sviluppo;</li>
<li>problemi psicologici correlati alla funzione genitoriale,</li>
<li>disturbi psicologici correlati alle attività lavorative,</li>
<li>problemi relazionali.</li>
</ul>
<p>La pratica psicoterapeutica prevede un Colloquio Iniziale ed il sostegno della Supervisione.</p>
<p>Il Colloquio Iniziale assume un valore diagnostico e consente di formulare un’ipotesi di trattamento.</p>
<p>La Supervisione periodica consiste nello studio collettivo del un problema clinico, proposto dallo psicoterapeuta all’assemblea degli psicoterapeuti supervisori: si tratta di uno strumento di approfondimento e di verifica della qualità del trattamento terapeutico.</p>
<p>Per la terapia dei bambini viene previsto  invece un incontro iniziare con i genitori ed una serie di tre sedute diagnostiche con il bambino, alla cui conclusione viene formula un’ipotesi di trattamento.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Archivio schede librarie e recensioni</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/11/10/attivita-formativa-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività formative]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione e riflessione di Arturo Casoni sul libro di Domenico Starnone:  Autobiografia erotica di Aristide Gambia
Romanzo – Einaudi 2011 (Pag. 456 € 20,00)
Starnone si è fatto conoscere dal grande pubblico dei lettori con il suo Via Gemito, vincitore  del Premio Strega nel 2001. Torna ora a far parlare di se &#8211; ma ne ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione e riflessione di Arturo Casoni sul libro di Domenico Starnone:  <strong><em>Autobiografia erotica di Aristide Gambia</em></strong></p>
<p><img src="http://img4.libreriauniversitaria.it/BIT/478/9788806194789g.jpg" alt="" width="200" height="317" />Romanzo – Einaudi 2011 (Pag. 456 € 20,00)</p>
<p>Starnone si è fatto conoscere dal grande pubblico dei lettori con il suo <em>Via Gemito, </em>vincitore  del Premio Strega nel 2001. Torna ora a far parlare di se &#8211; ma ne ha  scritti altri di libri, dal 2001 a oggi – con questo romanzo che  affronta in forma romanzata un tema difficile e impegnativo: la storia  della sessualità in questa ultima metà di secolo.</p>
<p>Si potrebbe dire che, <em>mutatis mutandis, </em>raccoglie la sfida lanciata da Foucault. Argomento interessante per lo psicoanalista che si sforza di ascoltare i <em>rumori</em> che vengono dal sottofondo della società, i segnali di cambiamento che  lo obbligano a mettere in discussione il suo mestiere e le teorie che lo  informano. Questa è la ragione che motiva la mia attenzione al libro:  più antropologica che letteraria, lasciando la seconda area agli  addetti.</p>
<p>La lettura delle svariate centinaia di pagine è agile anche grazie  all’impianto della narrazione, con un variare di registri e di piani  temporali – si attraversa tutta la vita erotica di Aristide, che si  muove nell’oggi della narrazione tra i 60 e i 70 anni, con continui  rinvii all’infanzia, all’iniziazione, fino alla minaccia di impotenza  senile – che producono le quattro parti-racconti del libro: <em>Una vecchia amica di Ferrara, La bella compagnia delle donne, Mia madre, Le irrintracciabili. </em></p>
<p>Il linguaggio della narrazione è quello del ‘pensato’, politicamente  scorretto, della pirotecnica del dialetto napoletano riguardo alle cose  della sessualità. Gambìa è nato lì, a Napoli, e si è costituito dentro  quella cultura della sessualità maschile degli anni ’50, che poi si è  trasformata nella ‘rivoluzione sessuale’ del ’68, che si è nutrita della  cultura letteraria di sinistra, e che in ultimo arriva fino alla  mitologia linguistica dell’onorevole Berlusconi. Ma il cazzo è rimasto  sempre il cazzo, la fica sempre fica si è chiamata.</p>
<p>Il <em>plot </em>è presto detto. Una lettera femminile che arriva ad  Aristide Gambìa attorno ai suoi sessant’anni – editore sufficientemente  affermato con ambizioni letterarie, molto di sinistra, con tre matrimoni  alle spalle e svariati e anonimi figli in giro, una vita costellata di  coiti sia intra che extra-coniugali &#8211; presentifica un episodio della sua  giovinezza: una scopata con una sconosciuta di cui ricorda poco o  nulla. Di lì parte una sorta di ripensamento su di sé, sulla propria  vita costellata di turbinii sessuali, sulla <em>quasi</em> <em>scoperta dell’esistenza delle femmine</em>.</p>
<p>La voglia e il coraggio di raccontarsi di Gambìa, la spietata  autoironia dell’intellettuale, l’intelligenza del soggetto che vorrebbe  dar senso alla sua esperienza e ai suoi desideri, l’attrazione che prova  per quei corpi, la saggezza sviluppata con gli anni, non riescono a  fargli incontrare la femmina, che rimane “un buco dentro cui infilarlo”.  E’ spietato con sé Gambia, e questo lo salva. Non gli serve la sua  formazione da <em>femministo </em>a farlo sentire congruo nell’incontro con il corpo della femmina.</p>
<p>Più di una volta la lettura del libro ha fatto tornare alla mente di  chi scrive una frase contenuta in un libro di uno psicoanalista &#8211; Sandro  Gindro, dal titolo <em>A Tiresia &#8211; </em>che è stato scritto nel 1983,  quando l’Aristide in questione era ancora giovane e ‘potente’. La frase  è: “tutti gli eterosessuali sono perversi”. Questa frase provocatoria e <em>incivile </em>io  la leggo così:  la nostra cultura della sessualità, e  dell’eterosessuaità in paricolare, del rapporto tra i maschi e le  femmine, non ci educa a <em>riconoscere</em> l’altro sesso.</p>
<p>Invito tutti, maschi e femmine, a leggere il libro. Vi troveranno  qualcosa che gli appartiene. Invito anche gli psicoanalisti a leggere il  libro, ripetendosi mentalmente durante la lettura il <em>mantra </em>gindriano: “tutti gli eterosessuali sono perversi”.<em> (Pubblicato il 13 novembre 2011)</em></p>
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		<title>Psicoanalisi e adolescenza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 15:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi...]]></category>

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		<description><![CDATA[La psicoanalisi ha da sempre avuto un forte interesse per il soggetto adolescente, fin quasi a costituire il concetto che la nostra cultura gli dedica: un individuo non più bambino e non ancora adulto, un soggetto in divenire, non ancora realizzato, decentrato da se stesso. La cultura corrente lo considera “l’adulto di domani”, negandogli la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_236" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-236" title="1999-002-Sandro Gindro interroga Papageno (studio)" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/11/1999-002-Sandro-Gindro-interroga-Papageno-studio-300x182.jpg" alt="Alberto Giuseppini &quot;Sandro Gindro interroga Papageno&quot;" width="300" height="182" /><p class="wp-caption-text">Alberto Giuseppini &quot;Sandro Gindro interroga Papageno&quot;</p></div>
<p>La psicoanalisi ha da sempre avuto un forte interesse per il soggetto adolescente, fin quasi a costituire il concetto che la nostra cultura gli dedica: un individuo non più bambino e non ancora adulto, un soggetto in divenire, non ancora realizzato, decentrato da se stesso. La cultura corrente lo considera “l’adulto di domani”, negandogli la dignità dell’oggi.<br />
Sandro Gindro ha dato una descrizione dell’adolescenza in parte diversa dalla vulgata psicoanalitica. L’adolescente è, riguardo al funzionamento psichico, a tutti gli effetti un adulto, con tutti i difetti e tutte le virtù del funzionamento adulto, ciò che lo differenzia dal soggetto bambino che usa processi mentali, linguaggi e logiche diverse. Ma in una cosa egli differisce dall’adulto: non ha ancora ricevuto dalla società il riconoscimento di uno statuto di piena autodeterminazione. Centrale in questo scenario il diritto socialmente acquisito di potersi innamorare e fare l’amore, purché ciò accada in forme “governate”. E’ portatore di corpo &#8211; e questo corpo deve agire <em>fuori</em> dalla famiglia &#8211; ma sotto tutela dei familiari.</p>
<p>Le caratteristiche di quest’epoca della vita, sono rese ancor più macroscopiche ed estreme dai cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni all’interno della società, della famiglia, dei ruoli genitoriali così radicalmente messi in crisi e in trasformazione. L’adolescente è imitato e invidiato dagli adulti (che si “travestono” da adolescenti) e contemporaneamente stigmatizzato come colui che nega le regole della civile convivenza (lo straniero interno). Queste caratteristiche ne fanno il soggetto che più di ogni altro ci segnala con evidenza – e nelle forme spesso estreme tipiche di questa età – una realtà spesso strisciante di <em>disagio della modernità.</em></p>
<p>L’interesse che noi abbiamo dedicato all’adolescenza si è concretizzato in una triplice prospettiva: la clinica psicoanalitica, la ricerca psico-sociale, il dibattito culturale. L’integrazione di questi tre “sguardi” ne ha permesso una visione articolata e approfondita.</p>
<p>La psicoterapia psicoanalitica dell’adolescente ha delle caratteristiche specifiche che si manifestano in un attenta prassi di impostazione del “contratto terapeutico”, che la preservi dalle ingerenze dei familiari (committenti), ma che offra loro una sponda di accoglienza; una precisa visione metapsicologica dell’universo esistenziale tipico dell’adolescente; una profonda attenzione ai linguaggi e alla “cultura” che lo caratterizza (mass media elettronici); una plasticità di relazione e modificazione del setting.</p>
<p>Riguardo alla ricerca sociale l’interesse – con l’impegno dell’IPRS &#8211; si è rivolto alle aree di criticità tipiche della società contemporanea (forme specifiche di disagio in adolescenza, dispersione scolastica, nuove droghe, ruoli educativi nella scuola, razzismo nella scuola, giovani migranti, minori non accompagnati, giustizia minorile, giovani mussulmani) attraverso azioni di ricerca a livello nazionale su commissione della Comunità Europea e dei vari Ministeri.</p>
<p>L’organizzazione di convegni sull’adolescenza e la conseguente pubblicazione di libri ha raccolto varie voci dell’area psicoanalitica e non solo, allo scopo di favorire il dibattito culturale sul mondo adolescenziale. Il tema è stato aperto con la pubblicazione di “<em>L’adolescenza. Gli anni difficili</em>” (A. Guida 1993), per poi sviluppare una linea di continuità con “<em>Adolescenza liquida. Nuove identità e nuove forme di cura</em>” (Edup 2008) e “<em>Il</em> <em>complesso del piccolo Hans. Nuove costellazioni edipiche?</em>” (Edup 2010).</p>
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		<title>Attilio Balestrieri</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/08/16/attilio-balestrieri/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 16:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoterapeuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Medico, legittimato all’esercizio della psicoterapia, svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1984. Ha collaborato stabilmente alla rivista di psicoanalisi, cultura e arte “Psicoanalisi Contro”. È socio fondatore dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali.
(a.balestrieri@iprs.it)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Medico, legittimato all’esercizio della psicoterapia, svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1984. Ha collaborato stabilmente alla rivista di psicoanalisi, cultura e arte “Psicoanalisi Contro”. È socio fondatore dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali.</p>
<p><em>(<a href="mailto:a.casoni@iprs.it">a.balestrieri@iprs.it</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Attività culturali</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/08/16/attivita-culturale/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[


Sandro Gindro e Renzo Rossi: Seminari al Teatro Eliseo &#8211; Roma 1985



L’associazione Culturale Psicoanalisi Contro ha svolto un’intensa attività culturale sin dalla fondazione, in sintonia con quanto dichiarato all’interno dello statuto, al fine di promuovere la cultura psicoanalitica e la salute mentale.
Le iniziative proposte di volta in volta sono:

Seminari, conferenze e corsi di psicoanalisi;
Convegni su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_169" class="wp-caption  alignnone" style="width: 240px;">
<dt class="wp-caption-dt" style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-169" title="foto-2" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/10/foto-2-218x300.jpg" alt="Sandro Gindro e Renzo Rossi: seminari al teatro Eliseo - Roma 1985" width="230" height="316" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd" style="text-align: center;">Sandro Gindro e Renzo Rossi: Seminari al Teatro Eliseo &#8211; Roma 1985</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">L’associazione Culturale Psicoanalisi Contro ha svolto un’intensa attività culturale sin dalla fondazione, in sintonia con quanto dichiarato all’interno dello statuto, al fine di promuovere la cultura psicoanalitica e la salute mentale.</p>
<p style="text-align: left;">Le iniziative proposte di volta in volta sono:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>Seminari, conferenze e corsi di psicoanalisi;</li>
<li>Convegni su temi psicoanalitici di interesse generale e discussioni a confronto tra esponenti delle differenti teorie scientifiche;</li>
<li>Spettacoli teatrali rivolti al pubblico adulto e ai ragazzi;</li>
<li>Concerti.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">“Queste mie righe non riflettono forse una grande lucidità di idee; il rapporto tra arte e psicoanalisi mi ha sempre coinvolto; ma dopo averci tanto pensato mi capita spesso di scrollare la testa dicendo: «io sono un artista e mi basta!» o anche: «ma io sono uno psicoanalista! L’uno e l’altro possono coesistere senza intralciarsi». Ma poi sento che queste conclusioni non mi bastano; infatti sono convinto che l’arte sia salute; l’arte guida verso la salute, è strumento di salvezza. Sono consapevole che, affermando questo, mi comprometto come psicoanalista, se parlo di arte, e come artista, se parlo di psicoanalisi. Ho scelto di diffondere le mie teorie psicoanalitiche al di là della cerchia dei miei pazienti, perché penso che siano utili alla maggior comprensione degli esseri umani tra di loro, alla lotta contro il male che tutti ci insidia.<br />
Così anche ho scelto di parlare dell’arte, perché la considero una presenza che deve essere costante nella vita di tutti e non un patrimonio di pochi e non mi dispiace l’immagine di una folla di popolo che, come nell’Atene di Pericle, si reca in una bella giornata di sole, ad assistere alle rappresentazioni che si susseguono, dal mattino alla sera, nel pubblico teatro della città. Che importa se qualcuno si annoia, o se, in un angolo buio, un altro bacia la bocca amata!”<br />
(Sandro Gindro, Le terzine della salute, Psicoanalisi Contro n. 15, 1985)</p>
<p style="text-align: left;">L’elenco delle attività già svolte è dipsonibile nell’archivio delle attività culturali.</p>
<p style="text-align: left;">L’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia Teatrale Sandro Gindro dedica un’intensa attività al teatro per ragazzi, sotto la direzione artistica di Francesco Pezzella: essa propone i testi teatrali di Sandro Gindro nelle Scuole, nei Teatri, nelle Rassegne di settore.</p>
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		<title>Raffaele Bracalenti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 18:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoterapeuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Medico chirurgo specializzato in malattie dell&#8217;apparato digerente e psicoanalista, è socio fondatore  ed attuale presidente dell’Associazione Psicoanalisi Contro e dell’IPRS. Svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1979. Presiede ai progetti di ricerca dell’IPRS, alla formazione e alla supervisione in ambito psicologico e  sociale, dedicandosi in particolare alle tematiche del disagio minorile e dell&#8217;immigrazione.
Organizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Medico chirurgo specializzato in malattie dell&#8217;apparato digerente e psicoanalista, è socio fondatore  ed attuale presidente dell’Associazione Psicoanalisi Contro e dell’IPRS. Svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1979. Presiede ai progetti di ricerca dell’IPRS, alla formazione e alla supervisione in ambito psicologico e  sociale, dedicandosi in particolare alle tematiche del disagio minorile e dell&#8217;immigrazione.</p>
<p>Organizza e presiede alle organizzazioni dei progetti della comunità europea sviluppati dall’IPRS in collaborazione con partner prestigiosi, italiani e stranieri.</p>
<p>Principali pubblicazioni: <em>L&#8217;adolescenza. Gli anni difficili (AGE, 1993); L&#8217;immigrazione. L&#8217;accoglienza delle culture (Edup, 1998); Sandro Gindro. Un percorso nella psicoanalisi e nel teatro di Sandro Gindro (Torre della Biffa, 2003); Dizionario delle diversità (Edup, 2004); Dizionario sulla discriminazione (Edup multimediale, 2009).</em></p>
<p><em>(r.bracalenti@iprs.it )</em></p>
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