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		<title>Schede librarie e recensioni</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 07:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività formative]]></category>

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		<description><![CDATA[

“Solo l&#8217;amare, solo il conoscere
conta, non l&#8217;aver amato,
non l&#8217;aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore. L&#8217;anima non cresce più.”
(Il pianto della scavatrice, dalla raccolta Le ceneri di Gramsci, Pier Paolo Pasolini, 1957)
In una disinvolta lettura psicoanalitica, potremmo immaginare “l’angoscia del vivere di un consumato amore”  una trasposizione in termini poetici della coazione a ripetere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft" src="http://www.magiedizioni.com/immagini/cover-DIALOGO-INCONSCIO_ok.jpg" alt="" width="268" height="424" /></p>
<p align="center">
<p>“Solo l&#8217;amare, solo il conoscere</p>
<p>conta, non l&#8217;aver amato,</p>
<p>non l&#8217;aver conosciuto. Dà angoscia</p>
<p>il vivere di un consumato</p>
<p>amore. L&#8217;anima non cresce più.”</p>
<p>(Il pianto della scavatrice, dalla raccolta Le ceneri di Gramsci, Pier Paolo Pasolini, 1957)<span id="more-248"></span></p>
<p>In una disinvolta lettura psicoanalitica, potremmo immaginare “l’angoscia del vivere di un consumato amore”  una trasposizione in termini poetici della coazione a ripetere. L’inclinazione umana attuale – in un tessuto ordito da società globalizzate e sostenuto dal modello consumistico – tende a dimenticare il passato, consumato tout court, esaurito e più non attivo sul presente, se non quale argomento di recriminazione, erigendo una prigione inconsapevolmente.</p>
<p>In Jung passato e presente sono perennemente fusi e confusi: l’aver amato e l’amare divengono una cosa sola e la produzione di fantasie inconsce – interpretate adeguatamente dall&#8217;Io come simboli di nuove realizzazioni psichiche – rende conto del carattere aperto della psiche, legata al passato ma non per questo ancorata ad esso in un&#8217;inarrestabile ripetizione. Per Jung, aver amato (passato) e amare (presente) sono entrambi un contenuto originario dell’inconscio, “collettivo” a tutti gli esseri viventi e la coscienza individuale non è che una manifestazione di quello. In termini energetici la Libido ne è il motore, una specie di fluido che, ricolmando l’inconscio, permea ogni manifestazione umana, compresa la sessualità, ma  diversifica i modi dei singoli individui attraverso trasformazioni simboliche. Senza andare oltre un una rilettura della teoria lasciamo la parola ai cinque autori dell’opera “collettanea”, che approfondiscono ed attualizzano alcuni temi del pensiero Junghiano.</p>
<p>In “Simboli della trascendenza”, de Luca Comandini sottolinea come passato e presente non acquisiscano significato attraverso la reciproca contrapposizione, bensì costituiscono il nucleo della percezione del divenire espressione dell’io cosciente. Per il recupero della complessiva ricchezza psichica, che risiede nell’inconscio individuale e collettivo, il ruolo dell’Io cosciente deve essere messo in discussione a favore di un’espressione che tenga conto degli opposti livelli psichici. Lo stesso autore, forse in un eccesso di confidenza, sintetizza la differenza tra la teoria Freudiana e quella Junghiana nella semplice scelta del mito fondante: Sigmund scelse Edipo Re, Carl Gustav Eros e Psiche, entrambi spinti – se è lecito dire – da vicende personali. Il mito edipico, della presa di coscienza, rafforza l’idea dell’Io (“…là dov’è l’Es dovrà essere l’Io”, <em>L’Io e l’Es</em>, S. Freud, 1922); il mito “psico-erotico” enfatizza la ricerca dell’eros “motivo fondante del sentimento della relazione, a livello interpersonale, sociale e politico” (pag. 62) in una sorta di mistica panteista.</p>
<p>Giulia Valerio (Jung e i misteri dell’amore) ricorda come il famoso psicoanalista si sia fermato spesso a meditare sull’amore, la cui funzione è ricongiungere gli opposti (Animus e Anima; maschile e femminile). Il suo mistero va collocato e risolto là dove esso sorge, cioè nella psiche. Per Jung l’innamoramento – vera creazione del mondo – si compie quando l’uomo trova nella donna l’immagine archetipica che egli porta dentro; l’amore è l’impulso profondo che spinge l’Io a rompere i propri confini e a spogliarsi di certezze ed onnipotenze: è l’impulso del Sé a realizzarsi.</p>
<p>Personalmente avanziamo qualche perplessità sulla completezza di questa teoria amorosa – che, ad esempio, non prevede la possibilità dell’amore omosessuale se non come risultato di un complicatissimo gioco di specchi – nella quale notiamo anche una sorta di bisticcio tra Io cosciente ed inconscio, risolto attraverso il ricorso a meccanismi di difesa: l’inconscio spinge l’Io cosciente al ricongiungimento, ma questi fugge per non rinunciare alla propria individualità, in una prospettiva ribaltata rispetto al mito di Eros e Psiche. Ci sembrano abbastanza deludenti anche altre riflessioni quali: “Tutte le funzioni anche quelle ritenute femminili hanno pari valore” (pag. 90) o “ Un comportamento razionale non ha mai sedotto il cuore di una donna” (pag. 91); che, nel far ricorso all’evidenza, sembrano limitarne l’approfondimento ad un superficiale buon senso comune.</p>
<p>Il saggio “Jung tra civiltà dell’immagine e cultura dell’immagine”, di Claudio Widmann, si apre sottolineando come, nella psiche collettiva, il richiamo dell’immagine e la forza della rappresentazione siano una realtà documentata e, quindi, l’attuale civiltà e cultura dell’immagine non sarebbero altro se non una manifestazione della psiche collettiva, però incontrollata e perciò fuorviante perché “Il potere numinoso dell’immagine alimenta la sua strisciante dittatura, dove la visibilità è una priorità, il presenzialismo uno strumento, l’autocelebrazione una degenerazione narcisistica”(pag. 22).</p>
<p>La dottrina dell’immagine di Jung si inquadra invece nella prospettiva frutto dell’interazione “essenziale ed esistenziale” fra empirico ed archetipico, fra inconscio e coscienza: l’immagine è realtà psichica;  la produzione immaginativa è psiche in divenire e le immagini dell’inconscio godono di pari realtà delle percezioni dell’Io.</p>
<p>Luca Ribola, in “Entanglement” (groviglio), associa fisica e psicoanalisi nello studio dei legami di simultaneità tra coscienza ed inconscio. Egli sostiene la nostalgia di una realtà primigenia (ancestrale o perinatale) in cui esista sincronicità (cioè sovrapposizione) tra conscio ed inconscio: secondo Jung i due stati in cui si manifesta la psiche sono collegati e coordinati tra loro dalla “conseintanietà”, cioè dalla comunanza di senso che li contiene e forse li genera.</p>
<p>Nell’ultimo saggio, “Dalla roccia all’acqua”, Robert Mercurio propone un elenco di ottimi consigli terapeutici, il primo dei quali è evitare l’identificazione del paziente con il disturbo, poiché quest’ultimo tende a nascondere la vera natura della persona. Consonante con Jung, Mercurio afferma che bisogna avere rispetto per le genuine esperienze del numinoso che avvengono all’interno dell’individuo e per proteggere e valorizzare il mistero che si manifesta all’interno della psiche. Lo sviluppo della personalità e lo stesso processo di individuazione altro non sarebbero che il dispiegarsi del mito (archetipo) in cui ogni individuo vive. Obiettivo finale della psicoanalisi è fare in modo che la coscienza riflessiva colga e rimandi all’inconscio le difficoltà che incontra nella vita, per poi mettersi in un atteggiamento di ascolto davanti all’inconscio (pag. 81).</p>
<p>Il libro è pubblicato da Edizioni Magi, al prezzo di 16.00 €.</p>
<p>19 febbraio 2012, Pietro De Santis</p>
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		<title>Storia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 17:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[Psicoanalisi Contro è un’Associazione Culturale il cui fine è promuovere la psicoteterapia e la cultura psicoanalitiche; è anche una Casa Editrice, una Rivista periodica ed una scuola di Psicoanalisi Gindriana. Di seguito viene presentata con l&#8217;articolo edito dal 2001 nel sito web www.sandrogindro.it.
Il nome “Psicoanalisi Contro” apparve per la prima volta il 4 aprile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_200" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-200" title="taglio7" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/07/taglio7-300x221.jpg" alt="Sandro Gindro e Renzo Rossi (1971)" width="300" height="221" /><p class="wp-caption-text">Sandro Gindro e Renzo Rossi (1971)</p></div>
<p>Psicoanalisi Contro è un’Associazione Culturale il cui fine è promuovere la psicoteterapia e la cultura psicoanalitiche; è anche una Casa Editrice, una Rivista periodica ed una scuola di Psicoanalisi Gindriana. Di seguito viene presentata con l&#8217;articolo edito dal 2001 nel sito web www.sandrogindro.it.</p>
<p>Il nome “Psicoanalisi Contro” apparve per la prima volta il 4 aprile del 1976 sulle pagine di un quotidiano gauchista dell’epoca: Il quotidiano dei lavoratori. Era il periodo in cui gli studenti, le femministe e, più in generale, quella variegata galassia di gruppi giovanili contestatori chiamata il “movimento”, stava riscoprendo, come si diceva allora, il “privato”, cioè l’insieme di temi e problemi più concernenti l’esperienza umana ed esistenziale che quella politica e civile. In questo clima, la psicoanalisi era diventata “di moda”: dal lacanismo appena importato in Italia, alla psicoanalisi femminista, alla riscoperta del pensiero psicoanalitico in chiave antistituzionale, mentre le stesse società psicoanalitiche “tradizionali” erano attraversate da divisioni e fermenti di ogni tipo.</p>
<p>Alla attività scientifica e clinica, documentata dai numerosi articoli, saggi e libri pubblicati, Sandro Gindro ha affiancato quella, non meno importante, di artista. La sua musica è stata eseguita dalla RAI ed, in concerto, in Italia, Europa e America. E’ stato fondatore e Direttore degli Incontri di Musica Sacra Contemporanea e Presidente dell’Associazione Romana di Musica Sacra e Religiosa (A.R.Mu.S.eR). Come musicologo, ha svolto un esteso e approfondito lavoro di ricerca sulla musica popolare piemontese. I suoi testi teatrali, per i quali ha sempre composto anche le musiche di scena, sono stati rappresentati in varie città d’Italia e all’estero. Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato a Roma e Parigi. Si è spento nella sua casa di campagna a Sacrofano il 24 maggio 2002.</p>
<p>Sandro Gindro, giunto da qualche anno a Roma, dopo un’esperienza di lavoro con Paolo Perrotti e il Centro di Studi di Psicoanalisi “Il Quadrangolo”, se ne era allontanato e aveva raccolto attorno a sé un discreto numero di giovani, per lo più studenti o neolaureati in medicina, con i quali aveva iniziato un autonomo percorso di riflessione. Accadde così che questo gruppo del tutto informale fosse coinvolto in un dibattito sul ruolo della psicoanalisi nel “movimento” ospitato per l’appunto da Il quotidiano dei lavoratori. Come firmare però la lettera-articolo? Il nome Psicoanalisi Contro venne fuori quasi per caso e piacque subito, per quel suo essere, certo, in sintonia con lo spirito del tempo, ma anche, in fondo e contemporaneamente, per contestarlo. “Contro che cosa?” fu subito la domanda “tormentone” e, tra le tante possibili risposte, quella che diede più fastidio fu: “anche contro le tante banalità del politically correct” che allora, come oggi, ci affliggono.<br />
Nel 1976 Sandro Gindro divenne presidente del Gruppo Romano Studi Terapie Musicali e dell’Associazione Italiana Studi di Musicoterapia. Per questo suo ruolo si trovò a coordinare le attività terapeutiche di musicoterapia che si svolgevano nel Padiglione XIX dell’Ospedale Psichiatrico “S.Maria della Pietà” di Roma. Insieme a lui i suoi giovani allievi si ritrovarono così coinvolti in una prima esperienza clinica che durò circa un anno. Nel 1977, alle soglie dell’approvazione della legge 180 che avrebbe decretato la chiusura, perlomeno formale, degli ospedali psichiatrici in Italia, la direzione del S.Maria della Pietà decise di interrompere l’esperienza del Padiglione 19. Ne seguirono contestazioni di vario genere, sino all’occupazione fisica della struttura: fu allora che il nome Psicoanalisi Contro ebbe anche una sua prima notorietà giornalistica. Le proteste furono comunque vane: l’avvento della riforma psichiatrica cambiò talmente il contesto generale da rendere anche inutile una permanenza nell’ospedale. Psicoanalisi Contro, che era ormai un gruppo di lavoro consolidato, composto da Sandro Gindro ed una ventina di giovani medici e psicologi, si trovò dinanzi al problema se ritornare ad essere un cenacolo di amici che si riuniva per studiare e discutere, o se proseguire nella “vita pubblica”: la scelta fu, ovviamente, la seconda, e nel 1978 si costituì anche legalmente l’ Associazione Culturale Psicoanalisi Contro.</p>
<p>Nell’autunno del 1978, nelle sale di un locale di Trastevere allora in voga, “Il Murales”, iniziò un’esperienza che si sarebbe poi protratta per molti anni, quella dei seminari pubblici di Sandro Gindro. Il seminario di quell’anno, dal titolo provocatorio “Perversione e rivoluzione”, fu in effetti il primo momento in cui Psicoanalisi Contro cercò di disegnare un proprio profilo scientifico e teorico attraverso un confronto con la tradizione psicoanalitica. Nel 1979 l’iniziativa si ripeté con un nuovo seminario dal titolo “Il sogno nella psicoanalisi, il sogno della psicoanalisi”, il pubblico era però così aumentato da obbligare a pensare ad una diversa sistemazione. Così nel 1980, e sino al 1984, i seminari di Gindro, sempre a cadenza settimanale, si trasferirono nella struttura ben più ampia de “Il Convento Occupato”, un antico convento al centro di Roma che rappresentava all’epoca, insieme alla Palazzina Liberty di Dario Fo a Milano, la versione “alta” di quello che saranno poi i centri sociali negli anni novanta: un complesso multifunzionale dove attività artistiche, culturali e politiche si intrecciavano variamente. I seminari di quegli anni terminarono di tracciare il percorso teorico di Sandro Gindro e di Psicoanalisi Contro: “La paura dell’Inconscio” (1980), “L’inganno della natura” (1981), “La diagnosi e la persona” (1982), “Lo specchio della cura” (1983), “Le piume dello psicoanalista” (1984). Fu un periodo di intenso lavoro scientifico – risale al 1983 “ A Tiresia”, il testo in cui Gindro definisce la sua metapsicologia e la differenzia da quelle delle altre scuole psicoanalitiche – e fu anche l’inizio del lavoro clinico. Sin dal 1979, infatti, Psicoanalisi Contro si era data una sede dove poter svolgere un’attività terapeutica, prima in via Piemonte, poi, dal 1980, in Piazza del Fante. Una decina di medici psichiatri e di psicologi avevano terminato la loro formazione psicoanalitica con Gindro ed iniziarono la professione di psicoterapeuta.</p>
<p>Nel 1979 aveva preso le mosse anche un’altra iniziativa che, in modo a volte un po’ irregolare, continuerà sino ad oggi: la rivista di Psicoanalisi Contro. La rivista, semestrale sino al 1984, raccoglieva i contributi teorici di Sandro Gindro e degli analisti della sua scuola e si caratterizzò sin da subito per la ricerca di collaborazione con artisti: Beppe Madaudo e Carlo Cattaneo, in questi primi anni. Nel 1984 la rivista cambiò formato e divenne mensile. Per 8 anni, sino al 1992, Psicoanalisi Contro mensile di psicoanalisi, cultura, ed arte fu un piccolo, ma importante, fenomeno della vita culturale italiana. Vi collaborarono tutti i più importanti artisti figurativi del nostro paese, da Attardi a Vespignani, da Clerici a Cremonini, con opere e disegni originali: un numero speciale fu anche illustrato da Federico Fellini. I Farfalloni (Sandro Gindro e Renzo Rossi) con le loro recensioni musicali, gastronomiche, letterarie, teatrali e, più in genere, artistiche si fecero presto conoscere e stimare nei più diversi ambienti. Dal 1985 al 1992, i due numeri speciali che la rivista dedicò ogni anno al Festival di Spoleto, I Farfalloni a Spoleto, divennero un appuntamento atteso con piacere, e qualche preoccupazione per eventuali stroncature, da artisti, musicisti, uomini di cultura e di spettacolo.</p>
<p>Nel frattempo la struttura di lavoro clinico e scientifico andava sempre più consolidandosi: sin dal 1980 iniziarono a tenersi nella sede di Psicoanalisi Contro gruppi di studio e seminari brevi guidati da psicoanalisti gindriani e, sempre da quella data, si strutturò la formazione di nuovi psicoterapeuti attraverso una scuola di perfezionamento in psicoterapia aperta a laureati o laureandi in psicologia o medicina. Nel 1985 i seminari pubblici di Sandro Gindro si spostarono dal Convento Occupato al centralissimo teatro “Eliseo”, divenendo nel contempo mensili. Iniziava così un nuovo ciclo della vita di Psicoanalisi Contro. Un periodo non più di definizione di un profilo, ma di consolidamento di un approccio culturale dalle caratteristiche nette e ben definite e di una pratica clinica ben basata e ormai ricca di esperienza. Nel 1988 la sede di Psicoanalisi Contro si trasferì nei più ampi locali di Via Arenula. Sono anni in cui si moltiplicano le iniziative anche esterne, i corsi presso distretti scolastici, aziende sanitarie, dipartimenti di salute mentale. I seminari dell’Eliseo tenuti da Sandro Gindro, con il patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, diventano uno degli appuntamenti culturali più importanti della capitale: “L’oro della psicoanalisi” (1985), “Dialoghi con l’inconscio” (1986), “Oltre la psicoanalisi” (1987), “Sulle rive dell’inconscio” (1988). Si aprono nuovi settori di interesse e di intervento: dal multiculturalismo alla bioetica. La nascita, nel 1987, dell’”Istituto Psicoanalitico per Le Ricerche Sociali” (IPRS) testimonia questo rapido sviluppo.</p>
<p>Gli anni novanta di Psicoanalisi Contro sono anni di trasformazione e maturazione. L’attività clinica, che prosegue ora, sempre sotto la supervisione di Sandro Gindro, nei locali della nuova sede di Passeggiata di Ripetta 11, nei pressi di Piazza del Popolo, rimane uno dei cardini della vita di Psicoanalisi Contro, ma ad essa si affiancano sempre più nuove iniziative. Nel 1992 la rivista diviene trimestrale cambiando formato, quindi, dal 1997, torna ad essere mensile, concentrandosi, però, sulle recensioni dei Farfalloni e ospitando in ogni numero anche un testo teorico di Sandro Gindro. L’organizzazione di meeting, conferenze, seminari, corsi di formazione si fa sempre più vasta, estesa a tutto il territorio nazionale, in collaborazione anche con vari istituti universitari, e si intreccia con le attività dell’ IPRS. Nel contempo l’attività editoriale si arricchisce della collaborazione con l’editore A.Guida di Napoli, per cui conto Sandro Gindro dirige la collana “L’inconscio sociale”, e con la CIC edizioni. Nel 1999 la casa editrice Psicoanalisi Contro pubblica il CD ROM conclusivo del progetto BRAIN ELSA, promosso dalla Commissione Europea, dedicato ai problemi etici, legali, e sociali della ricerca sul cervello e in neuroscienze, che è un po’ la premessa anche di questo passaggio di Psicoanalisi Contro da rivista cartacea a rivista “online”.</p>
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		<title>Statuto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[


Giuseppe Allamprese: Sandro Gindro



Art.1 E&#8217; costituita l&#8217;associazione culturale denominata &#8220;Psicoanalisi Contro &#8211; Compagnia Teatrale Sandro Gindro&#8221;.
Art.2 L&#8217;Associazione ha sede a Roma, in passeggiata di Ripetta n. 11; potrà aprire sedi secondarie ed operative in tutto il territorio nazionale e all&#8217;estero con delibera del Consiglio Direttivo.
Art.3 L&#8217;Associazione è apartitica e apolitica, con durata illimitata nel tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_192" class="wp-caption   aligncenter" style="width: 273px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-192" title="Allamprese16" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/08/Allamprese163-222x300.jpg" alt="Giuseppe Allamprese: Sandro Gindro" width="263" height="355" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giuseppe Allamprese: Sandro Gindro</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Art.1 E&#8217; costituita l&#8217;associazione culturale denominata &#8220;Psicoanalisi Contro &#8211; Compagnia Teatrale Sandro Gindro&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.2</span> L&#8217;Associazione ha sede a Roma, in passeggiata di Ripetta n. 11; potrà aprire sedi secondarie ed operative in tutto il territorio nazionale e all&#8217;estero con delibera del Consiglio Direttivo.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.3</span> L&#8217;Associazione è apartitica e apolitica, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma del Titolo II, Capo III, articolo 36 e seguenti del codice civile e, nel caso di ottenimento del riconoscimento da parte dell&#8217;autorità governativa, dalle disposizioni di cui al Titolo II, Capo II, articolo 14 e seguenti del codice civile, nonché dal presente statuto.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.4</span> L&#8217;Associazione &#8220;Psicoanalisi Contro &#8211; Compagnia Teatrale Sandro Gindro&#8221; è una associazione tra tutti coloro che hanno interesse per la Cultura Psicoanalitica e per i rapporti tra Psicoanalisi, Arte e Cultura. Inoltre si rivolge a tutti i fruitori di servizi di psicoanalisi, psicoanalisti ed operatori sociali che intendono agire all&#8217;interno della problematica psicoanalitica senza finalità di lucro.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.5</span> L&#8217;Associazione ha per scopo la difesa della salute psichica come bene sociale ed individuale attuata attraverso i seguenti tipi di intervento:</p>
<p style="text-align: left;">I &#8211; Coordinamento degli studi psicoanalitici;</p>
<p style="text-align: left;">II &#8211; Interventi di tipo sociale e scientifico che prevedono: a) la divulgazione dell&#8217;informazione alternativa sulla psicologia e sulla psicoanalisi; b) la collaborazione con le altre organizzazioni che ne proseguono (sia pure parzialmente) le attività;</p>
<p style="text-align: left;">III &#8211; Interventi culturali e didattici per la preparazione di personale psicoanalitico o di impostazione psicoanalitica e di esperti psicologi;</p>
<p style="text-align: left;">IV &#8211; Organizzazione di dibattiti, conferenze, pubblicazioni e ogni altro tipo di attività atta a promuovere la formazione di una coscienza psicoanalitica e psicologica alternativa finalizzata al miglioramento delle strutture psicoanalitiche esistenti, di tipo preventivo e curativo, ed alla creazione di strutture psicoanalitiche nuove ed alternative;</p>
<p style="text-align: left;">V &#8211; L&#8217;Associazione si avvarrà per l&#8217;espletamento dell&#8217;attività psicoanalitica di centri propri, ovvero esplicherà tale attività presso altre organizzazioni o singoli operatori, previi accordi e convenzioni che saranno stipulati di volta in volta.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.6</span> L&#8217;Associazione ha inoltre lo scopo di organizzare, allestire e gestire completamente in proprio, o con l&#8217;ausilio di strutture esterne, spettacoli teatrali, operistici o musicali, di qualsiasi tipo, da tenersi sia in Italia che all&#8217;estero. Per tale scopo l&#8217;Associazione potrà compiere tutti gli atti necessari alla realizzazione degli spettacoli tra cui, a mero titolo esemplificativo, affittare teatri o spazi idonei alle rappresentazioni; ingaggiare artisti ai fini della realizzazione degli spettacoli quali ad esempio: sceneggiatori, registi, scenografi, attori etc., nonché ingaggiare tecnici specializzati: acquistare e noleggiare beni e servizi, in generale necessari o comunque utili agli effetti dello svolgimento della attività teatrale.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;">Art.7</span> L&#8217;Associazione per il raggiungimento dei suoi fini intende promuovere varie attività ed in particolare:</p>
<p style="text-align: left;">attività culturali: convegni, conferenze, dibattiti, seminari, proiezione di film e documentari;</p>
<p style="text-align: left;">attività di formazione: organizzazione di un &#8220;centro studi&#8221; e corsi di aggiornamento teorici e pratici;</p>
<p style="text-align: left;">attività editoriale: pubblicazioni specifiche, pubblicazione di atti di convegni e di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute;</p>
<p style="text-align: left;">attività musicali: organizzazione di concerti, e organizzazione di un centro studi per l&#8217;approfondimento e la diffusione di temi a qualsiasi titolo inerenti la musica.</p>
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		<title>Attività clinica e colloqui orientativi</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/12/13/attivita-clinica/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 17:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[
I colloqui orientativi gratuiti e l’attività clinica dell’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro vengono garantiti dagli psicoterapeuti che ne fanno parte, a Roma e a Morrovalle (MC).
Possono essere richieste informazioni presso la segreteria di Roma:
Passeggiata di Ripetta 11, 00186 – tel. 0632652401 – fax 0632652433.
L’attività clinica è volta alla cura di adulti, bambini, adolescenti; viene praticata anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_162" class="wp-caption alignleft" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-162" title="Papageno interroga la Sfinge" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/11/1999-005sfinge.jpg" alt="Papageno interroga la Sfinge" width="450" height="267" /><p class="wp-caption-text">Alberto Giuseppini &quot;Papageno interroga la Sfinge&quot;</p></div>
<p>I <strong>colloqui orientativi gratuiti</strong> e l’<strong>attività clinica</strong> dell’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro vengono garantiti dagli psicoterapeuti che ne fanno parte, a Roma e a Morrovalle (MC).</p>
<p>Possono essere richieste informazioni presso la segreteria di Roma:</p>
<p><strong>Passeggiata di Ripetta 11, 00186 – tel. 0632652401 – fax 0632652433</strong>.</p>
<p>L’attività clinica è volta alla cura di adulti, bambini, adolescenti; viene praticata anche la terapia in coppia.</p>
<p>Vengono prese in carico le differenti forme di patologia, psicologiche e psichiatriche.</p>
<p>La pratica terapeutica consiste nella psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico che si avvale della teoria e della tecnica elaborate da Sandro Gindro, fondatore e teorico dell’Associazione.</p>
<p>Sebbene proporre un elenco delle patologie possa risultare ridondante, per amore di chiarezza è bene citare almeno le cause più significative di disagio – o statisticamente più ricorrenti – che sono oggetto di trattamento terapeutico:</p>
<ul>
<li>disturbi d’ansia: disturbo d’ansia generalizzato, disturbi di panico, fobie, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post traumatico da stress;</li>
<li>disturbi dell’umore: depressione, disturbo maniaco depressivo, disturbo bipolare, disturbo ciclotimico;</li>
<li>disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata;</li>
<li>disturbi somatoformi: disturbi di somatizzazione, ipocondria, disturbi di dismorfismo corporeo;</li>
<li>disturbi sessuali: disfunzioni sessuali, parafilie, disturbi dell&#8217;identità di genere e disturbi sessuali non altrimenti specificati;</li>
<li>disturbi da dipendenza: dipendenza da alcol, dipendenza da sostanze tossiche, dipendenza dal gioco d’azzardo e dal gioco elettronico;</li>
<li>disturbi psicologici correlati a patologie organiche;</li>
<li>disturbi correlati all’età dello sviluppo;</li>
<li>problemi psicologici correlati alla funzione genitoriale,</li>
<li>disturbi psicologici correlati alle attività lavorative,</li>
<li>problemi relazionali.</li>
</ul>
<p>La pratica psicoterapeutica prevede un Colloquio Iniziale ed il sostegno della Supervisione.</p>
<p>Il Colloquio Iniziale assume un valore diagnostico e consente di formulare un’ipotesi di trattamento.</p>
<p>La Supervisione periodica consiste nello studio collettivo del un problema clinico, proposto dallo psicoterapeuta all’assemblea degli psicoterapeuti supervisori: si tratta di uno strumento di approfondimento e di verifica della qualità del trattamento terapeutico.</p>
<p>Per la terapia dei bambini viene previsto  invece un incontro iniziare con i genitori ed una serie di tre sedute diagnostiche con il bambino, alla cui conclusione viene formula un’ipotesi di trattamento.</p>
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		<title>Archivio schede librarie e recensioni</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/11/10/attivita-formativa-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività formative]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione e riflessione di Arturo Casoni sul libro di Domenico Starnone:  Autobiografia erotica di Aristide Gambia
Romanzo – Einaudi 2011 (Pag. 456 € 20,00)
Starnone si è fatto conoscere dal grande pubblico dei lettori con il suo Via Gemito, vincitore  del Premio Strega nel 2001. Torna ora a far parlare di se &#8211; ma ne ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recensione e riflessione di Arturo Casoni sul libro di Domenico Starnone:  <strong><em>Autobiografia erotica di Aristide Gambia</em></strong></p>
<p><img src="http://img4.libreriauniversitaria.it/BIT/478/9788806194789g.jpg" alt="" width="200" height="317" />Romanzo – Einaudi 2011 (Pag. 456 € 20,00)</p>
<p>Starnone si è fatto conoscere dal grande pubblico dei lettori con il suo <em>Via Gemito, </em>vincitore  del Premio Strega nel 2001. Torna ora a far parlare di se &#8211; ma ne ha  scritti altri di libri, dal 2001 a oggi – con questo romanzo che  affronta in forma romanzata un tema difficile e impegnativo: la storia  della sessualità in questa ultima metà di secolo.</p>
<p>Si potrebbe dire che, <em>mutatis mutandis, </em>raccoglie la sfida lanciata da Foucault. Argomento interessante per lo psicoanalista che si sforza di ascoltare i <em>rumori</em> che vengono dal sottofondo della società, i segnali di cambiamento che  lo obbligano a mettere in discussione il suo mestiere e le teorie che lo  informano. Questa è la ragione che motiva la mia attenzione al libro:  più antropologica che letteraria, lasciando la seconda area agli  addetti.</p>
<p>La lettura delle svariate centinaia di pagine è agile anche grazie  all’impianto della narrazione, con un variare di registri e di piani  temporali – si attraversa tutta la vita erotica di Aristide, che si  muove nell’oggi della narrazione tra i 60 e i 70 anni, con continui  rinvii all’infanzia, all’iniziazione, fino alla minaccia di impotenza  senile – che producono le quattro parti-racconti del libro: <em>Una vecchia amica di Ferrara, La bella compagnia delle donne, Mia madre, Le irrintracciabili. </em></p>
<p>Il linguaggio della narrazione è quello del ‘pensato’, politicamente  scorretto, della pirotecnica del dialetto napoletano riguardo alle cose  della sessualità. Gambìa è nato lì, a Napoli, e si è costituito dentro  quella cultura della sessualità maschile degli anni ’50, che poi si è  trasformata nella ‘rivoluzione sessuale’ del ’68, che si è nutrita della  cultura letteraria di sinistra, e che in ultimo arriva fino alla  mitologia linguistica dell’onorevole Berlusconi. Ma il cazzo è rimasto  sempre il cazzo, la fica sempre fica si è chiamata.</p>
<p>Il <em>plot </em>è presto detto. Una lettera femminile che arriva ad  Aristide Gambìa attorno ai suoi sessant’anni – editore sufficientemente  affermato con ambizioni letterarie, molto di sinistra, con tre matrimoni  alle spalle e svariati e anonimi figli in giro, una vita costellata di  coiti sia intra che extra-coniugali &#8211; presentifica un episodio della sua  giovinezza: una scopata con una sconosciuta di cui ricorda poco o  nulla. Di lì parte una sorta di ripensamento su di sé, sulla propria  vita costellata di turbinii sessuali, sulla <em>quasi</em> <em>scoperta dell’esistenza delle femmine</em>.</p>
<p>La voglia e il coraggio di raccontarsi di Gambìa, la spietata  autoironia dell’intellettuale, l’intelligenza del soggetto che vorrebbe  dar senso alla sua esperienza e ai suoi desideri, l’attrazione che prova  per quei corpi, la saggezza sviluppata con gli anni, non riescono a  fargli incontrare la femmina, che rimane “un buco dentro cui infilarlo”.  E’ spietato con sé Gambia, e questo lo salva. Non gli serve la sua  formazione da <em>femministo </em>a farlo sentire congruo nell’incontro con il corpo della femmina.</p>
<p>Più di una volta la lettura del libro ha fatto tornare alla mente di  chi scrive una frase contenuta in un libro di uno psicoanalista &#8211; Sandro  Gindro, dal titolo <em>A Tiresia &#8211; </em>che è stato scritto nel 1983,  quando l’Aristide in questione era ancora giovane e ‘potente’. La frase  è: “tutti gli eterosessuali sono perversi”. Questa frase provocatoria e <em>incivile </em>io  la leggo così:  la nostra cultura della sessualità, e  dell’eterosessuaità in paricolare, del rapporto tra i maschi e le  femmine, non ci educa a <em>riconoscere</em> l’altro sesso.</p>
<p>Invito tutti, maschi e femmine, a leggere il libro. Vi troveranno  qualcosa che gli appartiene. Invito anche gli psicoanalisti a leggere il  libro, ripetendosi mentalmente durante la lettura il <em>mantra </em>gindriano: “tutti gli eterosessuali sono perversi”.<em> (Pubblicato il 13 novembre 2011)</em></p>
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		<title>Psicoanalisi e adolescenza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 15:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi...]]></category>

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		<description><![CDATA[La psicoanalisi ha da sempre avuto un forte interesse per il soggetto adolescente, fin quasi a costituire il concetto che la nostra cultura gli dedica: un individuo non più bambino e non ancora adulto, un soggetto in divenire, non ancora realizzato, decentrato da se stesso. La cultura corrente lo considera “l’adulto di domani”, negandogli la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_236" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-236" title="1999-002-Sandro Gindro interroga Papageno (studio)" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/11/1999-002-Sandro-Gindro-interroga-Papageno-studio-300x182.jpg" alt="Alberto Giuseppini &quot;Sandro Gindro interroga Papageno&quot;" width="300" height="182" /><p class="wp-caption-text">Alberto Giuseppini &quot;Sandro Gindro interroga Papageno&quot;</p></div>
<p>La psicoanalisi ha da sempre avuto un forte interesse per il soggetto adolescente, fin quasi a costituire il concetto che la nostra cultura gli dedica: un individuo non più bambino e non ancora adulto, un soggetto in divenire, non ancora realizzato, decentrato da se stesso. La cultura corrente lo considera “l’adulto di domani”, negandogli la dignità dell’oggi.<br />
Sandro Gindro ha dato una descrizione dell’adolescenza in parte diversa dalla vulgata psicoanalitica. L’adolescente è, riguardo al funzionamento psichico, a tutti gli effetti un adulto, con tutti i difetti e tutte le virtù del funzionamento adulto, ciò che lo differenzia dal soggetto bambino che usa processi mentali, linguaggi e logiche diverse. Ma in una cosa egli differisce dall’adulto: non ha ancora ricevuto dalla società il riconoscimento di uno statuto di piena autodeterminazione. Centrale in questo scenario il diritto socialmente acquisito di potersi innamorare e fare l’amore, purché ciò accada in forme “governate”. E’ portatore di corpo &#8211; e questo corpo deve agire <em>fuori</em> dalla famiglia &#8211; ma sotto tutela dei familiari.</p>
<p>Le caratteristiche di quest’epoca della vita, sono rese ancor più macroscopiche ed estreme dai cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni all’interno della società, della famiglia, dei ruoli genitoriali così radicalmente messi in crisi e in trasformazione. L’adolescente è imitato e invidiato dagli adulti (che si “travestono” da adolescenti) e contemporaneamente stigmatizzato come colui che nega le regole della civile convivenza (lo straniero interno). Queste caratteristiche ne fanno il soggetto che più di ogni altro ci segnala con evidenza – e nelle forme spesso estreme tipiche di questa età – una realtà spesso strisciante di <em>disagio della modernità.</em></p>
<p>L’interesse che noi abbiamo dedicato all’adolescenza si è concretizzato in una triplice prospettiva: la clinica psicoanalitica, la ricerca psico-sociale, il dibattito culturale. L’integrazione di questi tre “sguardi” ne ha permesso una visione articolata e approfondita.</p>
<p>La psicoterapia psicoanalitica dell’adolescente ha delle caratteristiche specifiche che si manifestano in un attenta prassi di impostazione del “contratto terapeutico”, che la preservi dalle ingerenze dei familiari (committenti), ma che offra loro una sponda di accoglienza; una precisa visione metapsicologica dell’universo esistenziale tipico dell’adolescente; una profonda attenzione ai linguaggi e alla “cultura” che lo caratterizza (mass media elettronici); una plasticità di relazione e modificazione del setting.</p>
<p>Riguardo alla ricerca sociale l’interesse – con l’impegno dell’IPRS &#8211; si è rivolto alle aree di criticità tipiche della società contemporanea (forme specifiche di disagio in adolescenza, dispersione scolastica, nuove droghe, ruoli educativi nella scuola, razzismo nella scuola, giovani migranti, minori non accompagnati, giustizia minorile, giovani mussulmani) attraverso azioni di ricerca a livello nazionale su commissione della Comunità Europea e dei vari Ministeri.</p>
<p>L’organizzazione di convegni sull’adolescenza e la conseguente pubblicazione di libri ha raccolto varie voci dell’area psicoanalitica e non solo, allo scopo di favorire il dibattito culturale sul mondo adolescenziale. Il tema è stato aperto con la pubblicazione di “<em>L’adolescenza. Gli anni difficili</em>” (A. Guida 1993), per poi sviluppare una linea di continuità con “<em>Adolescenza liquida. Nuove identità e nuove forme di cura</em>” (Edup 2008) e “<em>Il</em> <em>complesso del piccolo Hans. Nuove costellazioni edipiche?</em>” (Edup 2010).</p>
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		<title>Attilio Balestrieri</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 16:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoterapeuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Medico, legittimato all’esercizio della psicoterapia, svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1984. Ha collaborato stabilmente alla rivista di psicoanalisi, cultura e arte “Psicoanalisi Contro”. È socio fondatore dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali.
(a.balestrieri@iprs.it)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Medico, legittimato all’esercizio della psicoterapia, svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1984. Ha collaborato stabilmente alla rivista di psicoanalisi, cultura e arte “Psicoanalisi Contro”. È socio fondatore dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali.</p>
<p><em>(<a href="mailto:a.casoni@iprs.it">a.balestrieri@iprs.it</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attività culturali</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoanalisi contro]]></category>

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		<description><![CDATA[


Sandro Gindro e Renzo Rossi: Seminari al Teatro Eliseo &#8211; Roma 1985



L’associazione Culturale Psicoanalisi Contro ha svolto un’intensa attività culturale sin dalla fondazione, in sintonia con quanto dichiarato all’interno dello statuto, al fine di promuovere la cultura psicoanalitica e la salute mentale.
Le iniziative proposte di volta in volta sono:

Seminari, conferenze e corsi di psicoanalisi;
Convegni su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_169" class="wp-caption  alignnone" style="width: 240px;">
<dt class="wp-caption-dt" style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-169" title="foto-2" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/10/foto-2-218x300.jpg" alt="Sandro Gindro e Renzo Rossi: seminari al teatro Eliseo - Roma 1985" width="230" height="316" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd" style="text-align: center;">Sandro Gindro e Renzo Rossi: Seminari al Teatro Eliseo &#8211; Roma 1985</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">L’associazione Culturale Psicoanalisi Contro ha svolto un’intensa attività culturale sin dalla fondazione, in sintonia con quanto dichiarato all’interno dello statuto, al fine di promuovere la cultura psicoanalitica e la salute mentale.</p>
<p style="text-align: left;">Le iniziative proposte di volta in volta sono:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>Seminari, conferenze e corsi di psicoanalisi;</li>
<li>Convegni su temi psicoanalitici di interesse generale e discussioni a confronto tra esponenti delle differenti teorie scientifiche;</li>
<li>Spettacoli teatrali rivolti al pubblico adulto e ai ragazzi;</li>
<li>Concerti.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">“Queste mie righe non riflettono forse una grande lucidità di idee; il rapporto tra arte e psicoanalisi mi ha sempre coinvolto; ma dopo averci tanto pensato mi capita spesso di scrollare la testa dicendo: «io sono un artista e mi basta!» o anche: «ma io sono uno psicoanalista! L’uno e l’altro possono coesistere senza intralciarsi». Ma poi sento che queste conclusioni non mi bastano; infatti sono convinto che l’arte sia salute; l’arte guida verso la salute, è strumento di salvezza. Sono consapevole che, affermando questo, mi comprometto come psicoanalista, se parlo di arte, e come artista, se parlo di psicoanalisi. Ho scelto di diffondere le mie teorie psicoanalitiche al di là della cerchia dei miei pazienti, perché penso che siano utili alla maggior comprensione degli esseri umani tra di loro, alla lotta contro il male che tutti ci insidia.<br />
Così anche ho scelto di parlare dell’arte, perché la considero una presenza che deve essere costante nella vita di tutti e non un patrimonio di pochi e non mi dispiace l’immagine di una folla di popolo che, come nell’Atene di Pericle, si reca in una bella giornata di sole, ad assistere alle rappresentazioni che si susseguono, dal mattino alla sera, nel pubblico teatro della città. Che importa se qualcuno si annoia, o se, in un angolo buio, un altro bacia la bocca amata!”<br />
(Sandro Gindro, Le terzine della salute, Psicoanalisi Contro n. 15, 1985)</p>
<p style="text-align: left;">L’elenco delle attività già svolte è dipsonibile nell’archivio delle attività culturali.</p>
<p style="text-align: left;">L’Associazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia Teatrale Sandro Gindro dedica un’intensa attività al teatro per ragazzi, sotto la direzione artistica di Francesco Pezzella: essa propone i testi teatrali di Sandro Gindro nelle Scuole, nei Teatri, nelle Rassegne di settore.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Raffaele Bracalenti</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/08/15/raffaele-bracalent/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 18:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicoterapeuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Medico chirurgo specializzato in malattie dell&#8217;apparato digerente e psicoanalista, è socio fondatore  ed attuale presidente dell’Associazione Psicoanalisi Contro e dell’IPRS. Svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1979. Presiede ai progetti di ricerca dell’IPRS, alla formazione e alla supervisione in ambito psicologico e  sociale, dedicandosi in particolare alle tematiche del disagio minorile e dell&#8217;immigrazione.
Organizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Medico chirurgo specializzato in malattie dell&#8217;apparato digerente e psicoanalista, è socio fondatore  ed attuale presidente dell’Associazione Psicoanalisi Contro e dell’IPRS. Svolge attività clinica come psicoterapeuta dal 1979. Presiede ai progetti di ricerca dell’IPRS, alla formazione e alla supervisione in ambito psicologico e  sociale, dedicandosi in particolare alle tematiche del disagio minorile e dell&#8217;immigrazione.</p>
<p>Organizza e presiede alle organizzazioni dei progetti della comunità europea sviluppati dall’IPRS in collaborazione con partner prestigiosi, italiani e stranieri.</p>
<p>Principali pubblicazioni: <em>L&#8217;adolescenza. Gli anni difficili (AGE, 1993); L&#8217;immigrazione. L&#8217;accoglienza delle culture (Edup, 1998); Sandro Gindro. Un percorso nella psicoanalisi e nel teatro di Sandro Gindro (Torre della Biffa, 2003); Dizionario delle diversità (Edup, 2004); Dizionario sulla discriminazione (Edup multimediale, 2009).</em></p>
<p><em>(r.bracalenti@iprs.it )</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corsi di formazione</title>
		<link>http://www.psicoanalisicontro.it/site/2011/05/21/corsi-di-formazione/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 11:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività formative]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. Corso di aggiornamento per psicologi e pediatri; 7 crediti ECM
Sabato 9 aprile e domenica 10 aprile 2011 &#8211; Aula conferenze IPRS – Passeggiata di Ripetta 11, 00186 Roma.
Sono disponibili gli ABSTRACT degli interventi: rivolgersi alla Segreteria di Psicoanalisi Contro &#8211; Passeggiata di Ripetta 11 &#8211; 00186, Roma &#8211; tel. 06 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong> </strong></em></p>
<div id="attachment_202" class="wp-caption alignnone" style="width: 217px"><em><strong><img class="size-medium wp-image-202" title="orfeo" src="http://www.psicoanalisicontro.it/site/wp-content/uploads/2009/11/orfeo-300x295.jpg" alt="Davoud Mdjidian/Alberto Giueppini: Orfeo" width="207" height="195" /></strong></em><p class="wp-caption-text">Davoud Mdjidian/Alberto Giueppini: Orfeo</p></div>
<p><em><strong>Psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. </strong></em>Corso di aggiornamento per psicologi e pediatri; 7 crediti ECM</p>
<p>Sabato 9 aprile e domenica 10 aprile 2011 &#8211; Aula conferenze IPRS – Passeggiata di Ripetta 11, 00186 Roma.</p>
<p>Sono disponibili gli ABSTRACT degli interventi: rivolgersi alla Segreteria di Psicoanalisi Contro &#8211; Passeggiata di Ripetta 11 &#8211; 00186, Roma &#8211; tel. 06 32652401 &#8211; www.iprs@iprs.it</p>
<p>La malattia mentale ha suscitato e suscita – da sempre e in tutti – apprensione e disorientamento tanto che assai spesso si preferisce metterla in relazione ad un disturbo organico o definirla come risposta allo “stress”, nell’ipotesi che queste cause siano meglio circoscrivibili ed eliminabili per ripristinare la salute.</p>
<p>Ancor più angosciosi, i “disturbi del comportamento” nei bambini e negli adolescenti rappresentano problemi molto temuti in ambito famigliare e, sempre più, anche in ambito sociale: la pena ed il sentimento di impotenza che essi generano mettono in crisi lo stile di vita e la dinamica delle relazioni affettive. Per sfuggire al logico disorientamento, prima di fare ricorso all’opera dello psicoterapeuta, i genitori si rivolgono ad ogni tipo di specialista in quanto spesso, soprattutto nei bambini, queste malattie sono accompagnate da sintomi psico-fisici<strong> </strong>quali: nausee, debolezze, perdita di entusiasmi o irrequietezza eccessiva, disturbi alimentari, difficoltà di concentrazione o apparenti difficoltà di memoria.</p>
<p>I sintomi psichici nei bambini esasperano i genitori più dei disturbi organici, e ne scatenano i sensi di colpa per le inevitabili ambivalenze che ogni rapporto umano comporta e per il peso del proprio  ruolo sociale definito ed indefinibile ad un tempo.</p>
<p>La feroce accelerazione imposta alla crescita – per i mille motivi sociali, economici e culturali – è forse la causa scatenante dell’esplosivo desiderio di emancipazione nell’adolescente, che viene sospinto in un percorso espressivo molto articolato, nel quale il sostegno genitoriale può risultare insufficiente se viene a mancare l’identificazione in altre figure adulte esterne alla costellazione famigliare: gli stessi motivi sociali, economici e culturali rendono impossibile lo svincolo dalla condizione adolescenziale, prolungandola all’infinito.</p>
<p>Così il groviglio di desideri tipico degli adolescenti può trasformarsi in noia, depressione e rabbia.</p>
<p>Il trattamento psicoterapeutico dell’infanzia e dell’adolescenza si propone di soddisfare la richiesta di aiuto delle famiglie attraverso la riorganizzazione della grammatica del linguaggio affettivo, indispensabile per esprimere i propri desideri e ritrovare il piacere del desiderio.</p>
<p align="center">
<p>1. <strong>Osservazioni sulle dinamiche famigliari (Giuseppe Inneo, Anna Ferracci)</strong></p>
<p>Le relazioni umane si strutturano secondo schemi quasi interamente codificati all’interno dell’inconscio sociale, che contribuiscono alla formazione della psiche di ogni individuo. Questi schemi esistono già prima del concepimento nei progetti di paternità e maternità e nei modi in cui essi si articolano attraverso i pensieri coscienti e le fantasie inconsapevoli nei confronti del figlio.</p>
<p>Le relazioni e le dinamiche famigliari si sviluppano, quindi, in un contesto le cui dinamiche risultano “quasi” del tutto precostituite e sfuggono in gran parte alla coscienza in quanto replicano altre dinamiche apprese attraverso la comunicazione inconscia durante il processo educativo e nella vita quotidiana.</p>
<p>La pratica della psicoterapia, soprattutto nel trattamento dei disturbi mentali dei bambini e degli adolescenti, non può prescindere dall’uso del fondamentale strumento rappresentato dal disegno preciso delle dinamiche famigliari che il terapeuta deve delineare.</p>
<p><strong>2. </strong><strong>Campanelli d’allarme dalla scuola (Pietro De Santis)</strong></p>
<p>Il percorso scolastico negli ultimi decenni è andato sempre più anticipando il punto di partenza.</p>
<p>Se fino agli anni ’60 la maggior parte dei bambini faceva il proprio ingresso nell’ambiente scolastico intorno all’età dei sei anni e se fino alla fine degli anni ’90 l’esordio avveniva intorno ai tre anni, sempre più si va chiedendo l’inserimento precoce dei bambini negli asili nido, a partire dalla fine del primo anno di vita.</p>
<p>Le scuole materne e gli asili nido si sono attrezzati per rispondere alle nuove richieste dotandosi di strumenti adeguati dal punto di vista educativo e da quello psicologico per rispondere sia della cura fisica sia delle prime modalità di socializzazione per bambini piccolissimi, essendo ormai superata l’epoca delle passeggiate quotidiane nei giardini pubblici e dei primi contatti esterni sotto gli occhi di genitori, zii o nonni.</p>
<p>Perciò sempre più spesso le prime avvisaglie dei problemi di comportamento o dei sintomi di disturbo psichico si manifestano normalmente nell’ambito scolastico e non è caso infrequente che i genitori ne prendano coscienza in seguito alla segnalazione degli insegnanti.</p>
<p>Gli asili, le scuole elementari e materne e le scuole medie, si dotano di figure professionali esperte, per chiarire dubbi o verificare l’importanza dei disturbi segnalati nei bambini e negli adolescenti e preparare gli operatori della scuola a gestire i problemi e dialogare con le famiglie su questi temi.</p>
<p><strong>3. </strong><strong>Psicoterapia del bambino (Anna Ferracci, Francesco Pezzella)</strong></p>
<p>“<em>Si è tentato di allontanare il problema della malattia mentale infantile parlando di disturbi del carattere, di disadattamento: ma questo non è bastato a spiegare scompensi gravissimi e deliri irreversibili…</em></p>
<p><em>… Da una parte mi pare di osservare che la perdita di senso di realtà e la sofferenza siano innegabilmente sintomi patologici che hanno la stessa sostanza in bambini ed adulti; ma d’altra parte non posso negare una specificità della follia infantile, che mi pone interrogativi metodologici, nella teoria e nella prassi terapeutica, quasi irrisolvibili</em>” (Sandro Gindro, La passeggiata in giardino, 1992, Psicoanalisi Contro).</p>
<p>I sintomi del disagio nel bambino si manifestano molto spesso con una espressione organica che raccoglie la totale attenzione dei genitori e dei pediatri a cui essi si rivolgono: asma bronchiale e laringospasmo possono rappresentare l’altro lato della medaglia di una fortissima ansia; coliche, dolori addominali, vomito e disturbi alimentari possono avere correlazione con una forte aggressività; enuresi secondaria e mal di testa possono esprimere un alto grado di insicurezza mentre le malattie della pelle, quali eczemi, alopecia, psoriasi, acne e sudorazione possono rappresentare silenziose manifestazioni di disagio e di rifiuto dei rapporti.</p>
<p>La complessità dei sintomi psico-fisici è anche il risultato delle dinamiche famigliari di cui il terapeuta deve tener conto allo scopo di definire la più valida strategia di cura: compito dei genitori e dei pediatri è quello di sapere valutare, attraverso la lettura di questi ed altri sintomi, la necessità di un lavoro psicologico per garantire ai bambini un’infanzia più serena e ricca di desideri.</p>
<p><strong>4. </strong><strong>Noia, depressione e panico nell’adolescente (Arturo Casoni, Pietro De Santis)</strong></p>
<p>I fatti che caratterizzano l’adolescenza sono:</p>
<p>-         la “presa di potere” sulla sessualità</p>
<p>-         La “perdita di potere” sul piacere del desiderio</p>
<p>Mentre il desiderio d’amore sessuale diviene un diritto in qualche modo riconosciuto, con le conseguenze di piacere e frustrazione che esso comporta, alla responsabilità dell’adolescente non vengono più riconosciute le attenuanti “generiche” dell’infanzia.</p>
<p>Se all’adolescente è riconosciuto il “desiderio di piacere” (il soddisfacimento), allo stesso tempo gli viene negata la possibilità di articolare la sua costellazione di “piacere del desiderio”, ovvero la capacità di coltivare secondo la sua cultura e i suoi tempi il desiderio che è in attesa del soddisfacimento. “Nell’attesa in cui sorge e si distende il desiderio nasce il nostro bisogno di inventarci il tempo. Il tempo misura la durata del desiderio … In questa temporale estensione del desiderio sorge il teatro della cultura … la rappresentazione desiderante si sovrappone al desiderio, non ne è assolutamente in contrasto” (S. Gindro, Eros e Bios, 1979, Psicoanalisi Contro).</p>
<p>L’espediente più di frequentemente accettato come compromesso è la banalizzazione dei desideri, la cu pratica però suscita sfiducia e noia. Se tutto perde valore ed il piacere del desiderio tende a scomparire, il mondo risulta piatto, ridotto alle pure dimensioni oggettuali e privo del contributo del tempo: compaiono allora sintomi quali la noia o forme inedite di depressione. Il ricorso a comportamenti “incomprensibili”, dettati dalla ricerca dell’emozione, può essere interpretato come il tentativo di restituire un diverso spessore all’esistenza, ma in alcuni casi evolve in crisi di panico.</p>
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<p><strong>La Sindrome del burnout negli operatori socio-sanitari</strong></p>
<p>Si definisce sindrome da stress (burnout) una condizione psicologica ed emotiva contraddistinta da ansia generalizzata, inusuale senso di insicurezza, riduzione delle capacità personali e apatia generale, che può presentarsi in soggetti che per professione &#8220;si occupano di persone&#8221;. Si tratta di una reazione alla tensione emozionale generata dal contatto continuo con altri esseri umani, soprattutto se questi manifestano gravi problemi o motivi di sofferenza. La percezione dello stress e la coloritura emotiva che l&#8217;accompagna variano molto a seconda dei contesti ambientali e culturali tanto che le ripetute ricerche portano a risultati notevolmente diversi anche all&#8217;interno dello stesso paese e pur con la stessa metodologia di ricerca: per fare un esempio negli Stati Uniti, paese all&#8217;avanguardia per lo studio di tali problematiche, in 62 campioni che comprendevano oltre 25.000 dipendenti nel Nord America, il 20% risultava essere nello stadio più avanzato di burnout ma l&#8217;incidenza, nei differenti campioni variava dal 1% al 25%.</p>
<p>Nel nostro paese fino al 2001 non sono stati effettuati studi sulla sindrome del burnout in ambito sanitario, con l&#8217;unica eccezione rappresentata dallo studio condotto, sotto il diretto controllo di Christina Maslach, autrice della metodologia di studio sulla sindrome del burnout insieme a Michael P. Leiter, in due importanti aziende ospedaliere in Piemonte. Il campione analizzato &#8211; per la maggior parte rappresentato da medici e paramedici &#8211; era costituito da 500 dipendenti, appartenenti a varie unità operative mediche e chirurgiche, che si sono volontariamente prestati. L&#8217;analisi delle schede ha messo in evidenza un&#8217;incidenza di burnout sovrapponibile a quella riscontrata nel campione ben più vasto dell&#8217;America del Nord, con incidenza massima nei servizi di Pronto Soccorso, di Anestesia e Rianimazione.</p>
<p>Lo stress è anche una delle principali cause di assenza dal lavoro tra gli operatori dell&#8217;emergenza, C. Chernis (<em>Human service programs as work organization : Using organizational design to improve staff motivation and effectiveness</em>, in Evalutation end action in the social environment, New York : Academic Press, 1980) ha individuato tre diversi gruppi di cause che possono incentivarlo:</p>
<ul>
<li>cause individuali; obbiettivi eccessivi, competitività, scarsa capacità di adattamento, introversione, problemi familiari;</li>
<li>cause organizzative; turni notturni, straordinari, carenza di personale, assenza di formazione e di motivazione;</li>
<li>cause sociali; contatto con la morte, reazioni dei familiari, mancato riconoscimento professionale e giuridico dell&#8217;attività.</li>
</ul>
<p>Lo stress si manifesta quando viene a crearsi uno squilibrio tra richieste e risorse.</p>
<p>Una variabile poco valutata, ma che merita particolare attenzione, è quella fase del lavoro di soccorso definita di calma o di &#8220;stand-by&#8221;. Si tratta di una falsa tranquillità che si tramuta nel momento di maggior tensione: allo squillare del telefono ogni attività si interrompe bruscamente, il polso accelera e di colpo, ci si trova a combattere contro il tempo.</p>
<p>Gli eventi in cui lo stress diviene particolarmente significativo sono: incidenti con più feriti; interventi che riguardano neonati o bambini; lesioni gravi e deformazioni del corpo; casi di abuso ed abbandono; morte di un collaboratore.</p>
<p>Cause aggiuntive di stress sono la scarsa considerazione altrui del lavoro svolto o il sovradimensionamento dell&#8217;organico: la reperibilità e lavoro nei periodi festivi rendono difficile il rapporto anche con le persone affettivamente più vicine, mentre la scarsa attività genera sensazioni di insicurezza.</p>
<p>Anche l&#8217;insoddisfazione per la qualità del rapporto con il paziente diviene causa di stress, per questo risulta fondamentale la comunicazione con il paziente e i suoi famigliari.</p>
<p>I rischi principali, generati dagli stili e dalle strategie comunicative del soccorritore sono: la trasformazione del paziente in un agente traumatico; la non-compliance (inosservanza dell&#8217;utente per le indioni, prescrizioni e richieste dell&#8217;operatore sanitario), dovuta a carenze e disfunzioni del processo comunicativo quali la mancata comprensione delle problematiche del paziente, risposte inadeguate alle aspettative iniziali, l&#8217;uso di terminologia tecnica comprensibile solo parzialmente, la mancanza di calore e di disponibilità, incertezze ed insufficienze nella trasmissione di informazioni, nonché opinioni radicate nell&#8217;utente.</p>
<p>La Casa del Mutuo Aiuto della Provincia di Roma, nel fissare l&#8217;attenzione sulla sindrome del burnout negli operatori socio-sanitari, intende proporre una lettura dinamica dello stress nelle professioni legate al soccorso e individuare strumenti di valutazione e gestione del problema nel suo complesso.</p></div>
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